Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Claudia Carioti - 2016-12-02

Approvato il delitto di cui allart. 601 bis cod. pen.: prime riflessioni. - Claudia Carioti

In data 23 novembre 2016 è stato definitivamente approvato dalla Camera il nuovo art. 601 bis cod. pen., rubricato "Traffico di organi prelevati da persona vivente", non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

La previsione della nuova fattispecie di reato è volta ad assicurare una più incisiva tutela penale, volta a presidiare i beni giuridici della  libertà individuale e della dignità del soggetto passivo del reato e, al contempo, garantire il diritto di salute di coloro che aspirano al trapianto di organi, che avvenga al di fuori del sistema nazionale dei trapianti.

Se, per un verso, è stata estesa la tutela penale anche alla fase cronologicamente successiva alla mediazione lucrativa tra donatore e destinatario di organi, ipotesi di cui all"art. 22 bis della Legge n. 91 del 1999 che è sanzionata più severamente, essendo state, nel progetto di legge approvato, sostituite le parole  «da tre a sei anni » con quelle «da tre a otto anni », per un altro, è stata contemplata un"ipotesi delittuosa che presenta taluni connotati di specialità in ordine al delitto di «Tratta di persone» ex art. 601 cod. pen. che - nel sanzionare con la pena sino a vent"anni di reclusione la condotta di chi recluta, introduce nel territorio dello Stato, trasferisce anche al di fuori di esso, trasporta, cede l'autorità sulla persona, ospita una o più persone che si trovino nelle condizioni di riduzione o mantenimento in schiavitù o servitù ex art. 600 cod. pen., su una o più persone mediante inganno, violenza, minaccia, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica, psichica o di necessità, o mediante promessa o dazione di denaro o altri vantaggi alla persona che su di essa ha l'autorità - prevede il dolo specifico di indurre o costringere le vittime a prestazioni lavorative, sessuali ovvero all'accattonaggio o comunque sia al compimento di attività illecite, dalle quali derivino lo sfruttamento ovvero la sottoposizione al prelievo di organi.

Il delitto di cui all'art. 601 bis cod. pen. è comune, potendo essere realizzato da chiunque, indipendentemente dalla esistenza o meno di particolari rapporti tra il soggetto agente e la persona; è, inoltre, prevista la pena accessoria dell"interdizione perpetua dall'esercizio della professione per chi esercita una professione sanitaria e sia stato condannato. Il reato in esame, nel suo primo comma, sanziona la condotta di chi commercia, vende, acquista ovvero procura o tratta organi o parti di organi prelevati da persona vivente «in qualsiasi modo e a qualsiasi titolo», con la reclusione fino a dodici anni e con la multa sino ad Euro 300.000,00.

Al riguardo, sembra che il Legislatore abbia tenuto conto della recente Convenzione del Consiglio d'Europa contro il traffico di organi, adottata il 9 luglio 2014 e sottoscritta dall'Italia nel marzo 2015, pur tuttavia ritenendo penalmente perseguibile – ipotesi non prevista dalla predetta Convenzione - anche il soggetto che ha acquistato l"organo o la parte di organo prelevato, senza prevedere un"esimente volta ad eliminare dal fatto il carattere di penale antigiuridicità ovvero una circostanza attenuante ad effetto speciale. Con la conseguenza che, il soggetto destinatario dell"organo, che la novella di legge avrebbe dovuto tutelare, in rapporto al  bene giuridico "salute", risponde in concorso con l"intermediario ovvero con il venditore, persona che potrebbe essere identificabile in quella del donatore. ​Il comma II dell"art. 601 bis c.p., nel disciplinare una clausola di riserva che esclude la configurabilità del delitto tutte le volte in cui il fatto sia riconducibile nell'ambito di applicazione di una più grave fattispecie di reato, sanziona la condotta di chi organizza, propaganda viaggi, ovvero pubblicizza o diffonde, con qualsiasi mezzo – anche informatico o telematico - annunci finalizzati al traffico di organi ovvero parti di questi di cui al comma I, con la pena della reclusione da tre a sette anni e con la multa da Euro 50.000,00 a 300.000,00; con l"approvazione della norma de qua è stata abrogata la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'art. 22 bis, comma II, L. n. 91 del 1999, che puniva la condotta di pubblicizzare la richiesta di offerta di organi al fine di perseguire un vantaggio economico o altra utilità. L"inquadramento di condotte pubblicitarie finalizzate al compimento di attività connesse al traffico di organi, come già previsto dall'art. 13, comma III, della  Direttiva 2010/53/UE, va ricollegato ad un persistente allarme sociale derivante dalle nuove tecnologie informatiche. Da qui l"intento legislativo di perseguire tali condotte con maggiore precisione e rigore, finalità che evidentemente non era stata raggiunta in passato, quando il legislatore con Legge n. 228 del 2012, nel recepire la citata Direttiva Europea,  era intervenuto modificando l"art. 22 bis Legge n. 91 del 1999.

Per quel che attiene all"inasprimento del trattamento sanzionatorio, risulta peraltro modificato l"art. 416, comma VI, c.p., nel quale in aggiunta alle già contemplate circostanze aggravanti è stato inserito l"art. 601 bis cod. pen. e gli artt. 22, comma III e IV, e 22 bis, comma I, Legge n. 91 del 1999: si tratta di circostanze ad effetto speciale in quanto la pena prevista dalla circostanza comporta un aumento superiore ad un terzo, essendo disciplinata una forbice edittale dai cinque ai quindici anni di reclusione.

Non risulta, invece, essere stata contemplata una responsabilità della persona giuridica di cui al D.lgs n. 231 del 2001 in ordine alla commissione dei reati presupposto previsti dagli artt. 22, comma III e IV, 22 bis, comma I, ex  Lege n. 91 del 1999 e 601bis cod. pen., come, invece, in un"ottica di prevenzione del fenomeno delle strutture sanitarie clandestine, è in passato avvenuto.

Si pensi, in particolare, alle fattispecie di cui all"art. 25 quater.1, in tema di mutilazioni degli organi genitali femminili, e di cui all"art 25 quinquies del D.lgs n. 231 del 2001, nel quale ,tra gli altri reati presupposto, è inclusa l"ipotesi delittuosa di cui all"art. 601 c.p.



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