Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Redazione P&D - 2014-05-09

Art. 213 C.d.S. E CONCORSO APPARENTE DI NORME - Cass. Pen. sez. IV, n. 18423/14

Nella sentenza che si allega la Corte di cassazione, adita a mezzo di ricorso per inosservanza o erronea applicazione della legge penale, da parte del Procuratore Generale, in quanto il Tribunale di merito avrebbe erroneamente sussunto una fattispecie concreta rientrante nell'ipotesi di reato di cui all'art. 334 c.p,. nella previsione sanzionata dall'art. 213 d.lgs n. 285/92, fatto qualche breve cenno alla recente Giurisprudenza delle Sezioni Unite intervenuta sull'argomento, ha annullato la sentenza impugnata per una totale carenza di motivazione sul punto.

Nel caso di specie, l'imputato per il delitto di cui all'art. 334 c.p. -sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall'autorità amministrativa-, veniva assolto in quanto la condotta contestata, in applicazione del principio di specialità di cui all'art. 9. l. n. 689/91,  sarebbe stata riconducibile a quanto disposto dall'art. 213 co. 4 c.d.s., costituente mera violazione amministrativa.

Il P.G., per altro verso, contestava che ricorresse una delle ipotesi per le quali fosse configurabile un concorso apparente di norme -fra le quali, per esempio, quella in cui il proprietario o custode fosse sorpreso circolare abusivamente con il mezzo sequestrato-, ritenendo si versasse in una mera ipotesi di sottrazione del bene al solo scopo di favorire il proprietario di essa (art. 334 co. 1 c.p.).

La Corte, come anticipato, riscontrata l'impossibilità di evincere dal testo della sentenza impugnata quale condotta si fosse esattamente sostanziata (se mera sottrazione ovvero circolazione), ha  annullato la sentenza impugnata, disponendone il rinvio per un nuovo giudizio, alla Corte di appello competente. (c.c.)



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati