Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Giovanni Sollazzo - 2015-03-13

ART. 3 D.L. 93/13: IL T.A.R. SI ESPRIME SU ALCUNI ASPETTI PROCEDURALI- T.a.r. Trento, n. 96/15 - Carol COMAND

- Misure di prevenzione per condotte di violenza domestica, ammonimento

- dedotta insussistenza dell'esigenza preventiva in ipotesi di procedibilità d'ufficio

- il Tribunale amministrativo adito, ritiene che anche se il reato sia procedibile d'ufficio la misura possa essere applicata.

Con recente provvedimento il Tribunale amministrativo di Trento si è pronunciato su alcune questioni procedurali inerenti all'applicazione della misura di cui all'art. 3 del d.l. 14 agosto 2013, n. 93.

La misura di prevenzione per condotte di violenza domestica consiste in un ammonimento, rivolto all'autore del fatto, che può essere adottato dal questore a seguito di segnalazione e la medesima norma che lo ha introdotto nell'ordinamento dispone, al secondo comma, che, si di debbano applicare, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'art. 8 del d.l. 23 febbraio 2009.

In particolare, ribadita la compatibilità - e rilevata la diversità - tra l'ammonimento orale ed il provvedimento dell'autorità giudiziaria di cui all'art. 3 del d.l. 14 agosto 2013, n. 93, si ritiene che, ai fini della legittima adozione di quest'ultimo, si riveli sufficiente un quadro indiziario che renda verosimile l'esistenza di atti a carattere persecutorio che renda possibile una  "ragionevole certezza sulla plausibilità delle vicende esposte".

Pur trattandosi di un primo grado di giudizio, può infine rilevarsi che il provvedimento impugnato è stato ritenuto esente da vizi. (c.c.)

Pronuncia tratta dal sito ufficiale della giustizia amministrativa.



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