Consumatori - Consumatori -  Marco Faccioli - 31/05/2020

...vuoi il pacco? Paga!

Per l'ennesima volta torniamo a parlare di truffe, materia sulla quale gli argomenti non mancano davvero mai. La Rete offre ai truffatori un numero davvero incredibile di situazioni e stratagemmi per intascare soldi da ignari sprovveduti che, sempre e immancabilmente, cadono vittime di losche trame ai loro danni. I truffatori della Rete puntano forte sulla crescita dell'e-commerce derivante dal periodo di quarantena, laddove gli acquisti on line, e quindi le relative consegne degli stessi via posta, hanno subito una drastica impennata. Oggi ci occuperemo di un classicissimo della fregatura, ovvero il caro vecchio amo lanciato via sms. “Luogo del delitto”, se così lo si può chiamare, è quel periodo di tempo indefinito che intercorre tra il momento in cui ordiniamo il bene su una qualsiasi piattaforma di vendita in Rete e quello in cui il postino o il corriere suonano il campanello di casa per recapitarcelo. In questo lasso di tempo, che può tranquillamente variare da 3-4 giorni a qualche settimana, si intrufola il cyber-imbroglione facendo leva sul nostro desiderio di ricevere l'agognato pacco. Partiamo dal messaggio che si riceve sullo smart (può essere tanto un SMS tradizionale quanto uno inviato su WhatsApp o Telegram), che testualmente allerta: “Si richiede di versare 2 euro per sbloccare il pacco in spedizione, inserendo tutti i dati della carta di credito”. Alla fine del messaggio è presente un link che indirizza a una pagina web in cui inserire i dati della propria carta di credito per versare i 2 euro. In questo modo i malfattori, oltre a rubare i 2 euro dei malcapitati, ottengono anche (cosa ben più rilevante) i dati della carta di credito degli stessi, che possono rivendere in Rete o utilizzare per prelevare contanti o per effettuare acquisti online. Naturalmente questo tipo di messaggi viene inviato a pioggia a centinaia di migliaia di utenti alla volta, per cui, visti i grandi numeri, a riceverlo saranno anche molti in attesa del recapito di un qualsivoglia pacco. Si tratta, manco a dirlo, dell'ennesima ondata di “smishing” (fenomeno criminale di cui già parecchie volte ci siamo occupati in questa rubrica), ovvero del tentativo di appropriarsi illecitamente di dati personali attraverso annunci-trappola affidati a questo tipo di messaggistica. Avverte la Polizia postale: “Come al solito la creatività e l'operatività dei criminali non conosce pause. Raccomandiamo a tutti ancora una volta di non cliccare sui link indicati nei messaggi sospetti e di non inserire mai e poi mai i propri dati personali, a maggior ragione quelli delle nostre carte di credito”. Naturalmente gli SMS possono variare per forma e contenuto, ma gira e rigira la sostanza è sempre quella: riceviamo una comunicazione (quasi sempre di venerdì pomeriggio) che ci informa del blocco di un pacco a noi destinato e che ci invita a risolvere il problema seguendo il percorso guidato con pochi semplici clic. Quasi sempre il testo degli SMS è sintatticamente e grammaticalmente sgangherato (i truffatori non sono certo dei cultori della lingua) ...e già quello è un indizio. In ogni caso, mi raccomando, non cliccate mai sui link delle comunicazioni sospette, al massimo fate un salto in posta per chiedere lumi ...il vostro portafoglio ne trarrà indubbio beneficio.