Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Gemma Brandi - 03/05/2019

A Marco Aurelio, ecco a chi sto pensando

"A Marco Aurelio, ecco a chi sto pensando, all'uomo che non solo scrisse che quanto non è utile all'alveare non lo è neppure all'ape -cosa che capita di dimenticare nelle "migliori famiglie"- ma anche che punire un folle per i suoi crimini non è giustificato, essendo lui già punito dalla pazzia che lo affligge. Evviva l'Imperatore Filosofo che Antonino Pio, il Pontifex Maximus che lo aveva scelto come suo successore, chiamava, quando era ancora un bimbetto, Verissimo e non Vero, essendo lui proveniente dalla Famiglia dei Veri. Era infatti un uomo limpido, come i suoi pensieri, come le sue parole, come l'impegno faticoso per un filosofo, eppure rispettato con responsabilità fino alla morte contro Sarmati e Pannoni nelle pianure di una Europa barbara. Caro caro caro Marco Aurelio, lontano ma vicino al punto che cadono le barriere del tempo e finisco per discorrere con le tue idee come potrei fare con un contemporaneo, grazie di avere espresso pensieri eterni e fraterni, umani e lucidi, destinati a ridicolizzare chi oggi esalta l'ipotesi di riconoscere al reo folle il "diritto alla pena", in nome di una supposta "civiltà" e di una pretesa uguaglianza delle condizioni. E invece no, non è così, come un altro benpensante -nel senso migliore del termine- fece notare in "Memorie di una casa morta": quale sciocchezza è mai pretendere che la pena sia uguale per tutti, quando la stessa pena comminata per lo stesso omicidio a un servo della gleba e a un principe di San Pietroburgo vedrà il primo sopravvivere in maniera insperata, grazie a un tetto e a una sbobba garantita, e il secondo morire di lì a poche settimane per non essere uso ai rigori e alle ristrettezze di un reclusorio siberiano? Il benpensante era Fedor Dostevsij. Rispettare l'altro non significa pretendere che sia uguale a me e trattare tutti allo stesso modo significa rispondere ai bisogni di ciascuno, riconoscendo quei bisogni senza che venga meno il valore di chi li porta."