Diritto, procedura, esecuzione penale - Reato -  Carol Comand - 05/07/2019

Abbandono di incapaci e doveri derivanti da contratto - Cass. pen. n. 28312/19

Abbandonare una persona incapace per malattia di corpo di provvedere a se stessa e della quale si abbia la custodia o ci si debba prendere cura può comportare la condanna ad una pena alla reclusione che, nell’ipotesi aggravata in cui dalla condotta derivi la morte della persona offesa, può giungere sino a 8 anni.

Come ribadito in diverse occasioni (cass. pen. Cass. pen., sez. V, n. 1113/13), si tratta di un reato proprio che può essere commesso solo da soggetti che sono dotati di determinata qualifica ovvero che si trovano in una peculiare relazione con il soggetto passivo.

L’obbligo giuridico potrebbe derivare, oltre che da leggi e regolamenti, dalla stipulazione di un contratto.

Nella pronuncia che si riporta, due persone condannate per aver abbandonato un’anziana con la quale avevano previamente stipulato un contratto relativo alla sua assistenza ricorrevano in cassazione deducendo, fra l’altro, la violazione dell’articolo 591 cod. pen. per insussistenza dell’elemento soggettivo del reato.

Mancava, secondo i ricorrenti, la volontà di abbandonare e la consapevolezza delle condizioni in cui versava la donna (la quale si era già rivolta alle forze dell’ordine presentando un esposto nei confronti degli imputati).

Tale motivo risulta manifestamente infondato.

Attraverso alcune deposizioni, in sede dibattimentale, la corte di merito aveva, d’altra parte, potuto appurare che le condizioni dell’anziana erano note agli imputati e la motivazione, per la parte relativa, ne dava adeguatamente conto.

La corte d’assise d’appello aveva peraltro dato altresì adeguatamente conto della portata generale del contratto, in riferimento alle patologie ivi ricomprese, che impegnava gli imputati.