Persona, diritti personalità - Persona, diritti personalità -  Maria Rita Mottola - 22/12/2017

Ai confini del diritto - La legge sul fine vita

Sulle carenze, assurdità attuative, difficoltà interpretative che senz'altro accompagneranno questa legge votata il 14 dicembre 2017 come hanno accompagnato negli ultimi 15-20 quasi tutte le leggi approvate dal nostro Parlamento (è già difficile interpretare l'illegittimità costituzionale che lo ha instaurato, in uno con altri precedenti) ci sarà tempo per parlare e per discutere. Mi sembra qui solo possibile sottoporre alcune osservazioni ai più attenti lettori di questo sito per sollecitare, si spera, un dibattito serio e profondo su quali siano i valori di una società che sempre più degrada verso la disintegrazione collettiva. Quali sono i "beni" che la legge non tutela più? Innanzi tutto la relazione fiduciaria paziente-medico, una relazione che consente all’ammalato di affidarsi e di avere fiducia, di sperare nella cura ed è ormai acclarato dalla scienza come tale posizione psicologica faciliti, e addirittura è indispensabile, al processo della guarigione. Un rapporto paziente medico che viene a cadere. Si investe il paziente della responsabilità, tutta scientifica, di comprendere ciò che può essere utile e ciò che non serve più a preservare la vita. In altre parole, il paziente deve fare una scelta anticipata sul suo futuro, nella confusione tra terapie palliative atte ad alleviare la sofferenza e accanimento terapeutico che è ben altra cosa e non è mai auspicabile né umanamente accettabile. Faccio come al solito un esempio personale. Mio suocero ultranovantenne si lamentava di avere prurito alle braccia, visita dermatologica. Una dottoressa intelligente (come ce ne sono mille e mille in Italia) spiega: l'epidermide con gli anni si assottiglia producendo sensazioni fastidiose, piccoli accorgimenti per il vivere quotidiano nulla più. Ma un brutto neo su una mano la preoccupa. Due possibili scelte: secondo il protocollo avrebbe dovuto suggerire una biopsia. Due possibili ipotesi: tumore maligno della pelle che la biopsia scatena con sofferenze e la morte certa o semplice inestetismo innocuo. Consiglio: lascerei perdere suo padre è anziano perché tormentarlo? Mio marito non ha dubbi. Mio suocero ha festeggiato il centesimo anniversario con torta e rilasciando un'intervista a un giornale locale. L' anno successivo poco dopo il compleanno è mancato nella sua casa senza nessuna sofferenza. Ecco cosa intendo per rapporto medico paziente. Ecco cosa intendo per uso della medicina e delle sue scoperte innovative. Un esempio? Esistono ricerche italiane che appurano (ma non era intuitivo?) che gli ammalati di cancro traggono giovamento da uno sviluppo delle difese immunitarie che portano a distruggere le cellule maligne. Per procedere in tal senso ovviamente via tutte le cure costosissime sinora attuate. Ecco la strada ... Altro esempio. Mio padre soffre di bronchite cronica anch'egli molto anziano ma arzillo, impegnato in cure mediche di antibiotici e altro nella vana speranza di allontanare i suoi disturbi. Mia madre cade e purtroppo ora fa molta fatica a camminare. Mio padre è ora più attento e vigile, esce quasi quotidianamente, sempre attivo, si fa aiutare nei compiti quotidiani da una collaboratrice ma quasi tutto è a suo carico, non pensa più alla sua malattia. Certamente non sta peggio. 

L'altro vulnus è alle cure di emergenza. Come devono comportarsi i medici? Concentrarsi sull'ammalato o sulla ricerca degli atti pubblici che determinano quello che si deve fare? L'altra questione è il costo della cura e l'assoluto abbandono da parte dello stato delle famiglie con malati terminali. 

L'altro giorno ascoltavo, mentre preparavo la colazione,  il ministro alla radio che, intervistato sulla mancata previsione dell'obiezione di coscienza, rispondeva di comprendere come la legge presti il ​​fianco a una censura senza dare alcuna soluzione. Interessante, lo so ma non me ne preoccupo prima e poi si vedrà. E poi è così vero che solo i medici cattolici hanno problemi ad uccidere i propri pazienti? Non è questione di credere nella vita prima che credere in Dio, anche se l'un credo è presupposto dell’altro? Non è questione etica fondamentale di una società? Chi può uccidere chi o nessuno può uccidere nessuno? Perché il senso profondo di questa legge è l’aver demandato ad altri il compito di porre fine alla propria vita. È la deresponsabilizzazione del suicidio e dell'omicidio autorizzato per legge ma fatto eseguire da altri. E 'una scelta dettata forse più che dal rispetto dei diritti dalle esigenze economiche di porre fine a delle vite troppo costose per le aziende sanitarie. Ci avete mai pensato? Perché le case farmaceutiche pagano lobbisti per imporre i propri prodotti molto costosi sempre dannosi e talvolta inutili a malati terminali e ad anziani. E lo Stato che deve sopportare tali costi cosa fa? Vi autorizza a farvi uccidere per porre fine a tanto spreco di risorse. 

Ribaltamento del diritto. Ideologia vs realtà.