Stranieri, immigrati - Generalità, varie -  Redazione P&D - 26/09/2017

Amministrazione di sostegno per stranieri - Roberta Rigamonti

per applicare la misura dell'AdS per stranieri si fa riferimento alla legge 218/1995 che disciplina in maniera specifica l'art. 43  secondo il quale i presupposti e le misure di protezione sono regolati dalla legge nazionale dell'incapace. Attualmente, l’applicazione tout court della legge italiana è limitata alla previsione di cui al citato art. 43 l. 218/1995, ultima parte, laddove dispone che per proteggere in via provvisoria e urgente la persona o i beni dell’incapace, il giudice italiano può adottare le misure previste dalla legge italiana. La stessa legge n° 6/2004, che ha istituito l’amministrazione di sostegno, contiene specifiche previsioni in materia di provvedimenti urgenti, che sono quindi suscettibili di trovare applicazione nei riguardi dello straniero. La norma dell’art. 43, secondo comma,  consente soltanto interventi urgenti e provvisori, e non si presta a fornire una soluzione adeguata per regolare aspetti di carattere patrimoniale diversi da quelli afferenti ad una disciplina precaria.

L'art. 14 Comma 2: Qualora il giudice non riesca ad accertare la legge straniera indicata, neanche con l’aiuto delle parti, applica la legge richiamata mediante altri criteri di collegamento eventualmente previsti per la medesima ipotesi normativa. In mancanza si applica la legge italiana( Criterio residuale).
Quindi al di là dei casi provvisori ed urgenti per il quali la legge 218 prevede l'applicazione della legge italiana, nei casi in cui non sussista l'urgenza si applicherebbe la legge dell'incapace e qualora non individuata si applica la legge italiana. Questo penso sarebbe il procedimento logico giuridico da applicare allo straniero regolarmente presente sul territorio italiano.
Per quanto riguarda invece gli apolidi o rifugiati l'art. 19 della medesima legge pare essere molto chiara in quanto ritiene applicabile la legge nazionale della persona dove  ha il proprio domicilio o  residenza.
Inoltre le convenzioni vanno al di sopra delle legge italiana per l'art. 2 comma 1 L. 218 e quindi: le disposizioni della presente legge non pregiudicano l’applicazione delle convenzioni internazionali in vigore in Italia.