Famiglia, relazioni affettive - Famiglia, relazioni affettive -  Emanuela Foligno - 27/07/2017

Ancora sul diritto di visita dei nonni ai nipoti

 TRIBUNALE MIN. VENEZIA   DECRETO 07/11/2016

Dopo circa un anno dalla pronunzia della Corte d’Appello di Venezia (Sezione minori civile, Decreto del 24/12/2015), il medesimo Tribunale si è occupato nuovamente del problema della frequentazione nonni-nipoti in caso di separazione dei genitori.

Con Decreto del 7/11/2016, il Tribunale dei Minori ha respinto il ricorso presentato dai nonni di una bambina per ottenere il riconoscimento del diritto a mantenere rapporti significativi con la stessa.

Il Tribunale adito ha respinto il ricorso dichiarando non sussistente un diritto di visita dei nonni né un pregiudizio per la minore.

Le argomentazioni dei Giudici di merito veneti, partendo dalla disposizione di cui all’art. 317 bis c.c., non conducono a un vero e proprio autonomo diritto di visita dei nonni nei confronti dei nipoti, bensì si limitano a riconoscere ai nonni un rilievo giuridico alla conservazione della relazione affettiva coi nipoti solo qualora manchi la continuità della relazione significativa con i nipoti e questa sia effettivamente e concretamente pregiudizievole per i nipoti stessi.

In particolare afferma il Tribunale dei minori che il diritto prioritario da perseguire è quello “dell’interesse del minore a condurre un’esistenza serena ed equilibrata senza essere coinvolto o costretto a subire le ricadute e le ripercussioni dei cattivi rapporti tra i genitori o uno di essi e gli ascendenti” e che il Giudice deve adottare i “provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse del minore e non quelli più idonei a soddisfare i desiderata degli ascendenti”.

Nel caso concreto i nonni hanno chiesto la regolamentazione dei loro rapporti e i nipoti, richiesta che esula dalla portata della norma di cui all’art. 317 bis c.c. che riguarda, invece, la specifica ipotesi in cui sia impedito l’esercizio dei rapporti tra ascendenti e nipoti in modo ingiustificato e pregiudizievole. Ed è per tale ragione che il ricorso è stato rigettato.

Stupisce senz’altro la castrazione che il Tribunale dei Minori veneto ha operato sulla norma in esame sulla scia, soprattutto, della sua precedente pronunzia del 2015 (Corte d’Appello di Venezia, Sezione minori civile, Decreto del 24/12/2015, commentata su questo sito).

 

In tale caso la Corte d’Appello ha accolto il reclamo dei nonni che non vedevano più i nipoti a causa di contrasti familiari tra i genitori ed ha affermato che la frequentazione nonni-nipoti contribuisce ad una crescita equilibrata dei minori.

La presenza dei nonni nelle fasi di crescita dei minori è stata riconosciuta importante per la conoscenza da parte dei minori delle proprie origini e per una completa formazione della personalità.

Pare proprio, dunque, che il Tribunale veneto abbia dimenticato l’orientamento ormai pacifico della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che vede il rapporto tra nonni e nipoti pacificamente rientrante nell’art. 8 della Convenzione e che sancisce l’obbligo dello Stato di rendere effettivo il diritto alla vita privata o familiare con misure concrete e adeguate anche dal punto di vista temporale poiché il passare del tempo logora le relazioni familiari.

La Corte Europea, ha ribadito più volte che le misure volte a spezzare il legame tra un bambino e la sua famiglia devono essere applicate solo in casi eccezionali e che i principi di cui all’art. 8 della Convenzione si applicano anche ai rapporti tra nonni e nipoti in quanto rientranti nell’alveo dei legami familiari.