Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 21/02/2018

Appalti: il punteggio attribuito al prezzo non deve essere superiore al 30% - Tar Sicilia 227/18

In termini generali, nell’attribuzione del punteggio all’elemento prezzo/quantità, le singole stazioni appaltanti godono della discrezionalità di stabilire:

  1. la ripartizione dei pesi fra offerta tecnica e quella economica nell’ambito dell’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, soprattutto nel caso di affidamento di servizi socio-sanitari;
  2. la formula matematica, non essendo vincolata ad utilizzare quelle previste dal Regolamento attuativo del Codice (cfr. TAR Umbria, sentenza n. 275/2014).

Al fine di favorire la progettualità dei soggetti economici, in specie non profit e cooperative sociali, che intendano candidarsi per la gestione di servizi socio-sanitari, quali, per esempio, residenze sanitarie assistite, il comma 10-bis dell’art. 95, d. lgs. n. 50/2016, introdotto dall’art. 60, d. lgs. n. 56/2017, impone alle stazioni appaltanti di stabilire un tetto massimo per il punteggio economico entro il limite del 30%.

Con sentenza n. 227 del 29 gennaio 2018, il Tribunale Amministrativo per la Sicilia, sezione staccata di Catania, sez. III ha censurato un bando di gara per l’affidamento della gestione di una Rsa che prevedeva di attribuire al punteggio economico un rilievo del 40%.

I giudici amministrativi siciliani hanno dunque ribadito la necessità che i bandi di gara prevedano un giusto ed equilibrato criterio di riparto tra progetto e prezzo nella presentazione di domande di partecipazione ad appalti per la gestione di servizi di interesse generale, come sono i servizi socio-sanitari.

Nelle gare pubbliche, la formula da utilizzare per la valutazione dell’offerta economica può essere scelta dall’amministrazione con ampia discrezionalità e di conseguenza la stazione appaltante dispone di ampi margini nella determinazione dei criteri da porre quale riferimento per l’individuazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, nonché nella individuazione delle formule matematiche. Nella scelta dei criteri di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa sono connaturati i seguenti limiti:

-) i criteri devono essere coerenti con le prestazioni che formano oggetto specifico dell’appalto e essere pertinenti alla natura, all’oggetto e al contenuto del contratto;

-) il criterio selettivo dell’offerta economicamente più vantaggiosa impone alla stazione appaltante di determinare nella legge di gara i criteri di valutazione dell’offerta “pertinenti alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche del contratto.

Una volta optato per l’offerta economicamente più vantaggiosa, il quale riconosce adeguato rilievo alla componente-prezzo nell’ambito della dinamica complessiva dell’offerta, è poi illegittimo l’operato dell’amministrazione che fissi regole di gara tali da annullare il rilievo dell’offerta economica nell’economia complessiva dei fattori idonei a determinare l’aggiudicazione (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 12 giugno 2013, n. 3239).