Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Andrea Castiglioni - 05/12/2017

Art. 1593 c.c. e il diritto di ritenzione: profilo di illegittimità costituzionale?

L’art. 1593, co. 1, c.c. consente al conduttore di togliere le addizioni che ha apportato alla cosa durante il periodo di godimento; ad es. un lampadario, una porta a vetri, una plafoniera. Sono beni che sono fissati alle pareti o al soffitto, e che sono asportabili con facilità; per il lampadario basta svitare i tasselli che lo fissano al soffitto.

La norma, tuttavia, dà diritto al locatore di trattenere questi beni e far sì che restino dove sono; contemporaneamente pagando un’indennità al conduttore pari al valore che i beni hanno in quel momento.

Questo diritto del locatore è preminente e, se esercitato, prevale sul diritto del conduttore di togliere gli oggetti.

Quindi si verifica un trasferimento del diritto di proprietà di quel lampadario, quella porta, quel mobile, a favore del locatore.

A prescindere dall’indennità che questi è tenuto a pagare al conduttore, è possibile che il conduttore voglia mantenere la proprietà di questi beni; vuoi per motivi affettivi, vuoi per motivi economici, o personali. Pertanto, perché riconoscere al locatore un diritto di ritenzione così forte da travolgere aspetti reali e trasferire in via legale la proprietà dei beni?

È comprensibile questa facoltà nel caso in cui i beni non siano facilmente asportabili, cioè il fatto di toglierli provocherebbe dei danni alla cosa che imporrebbero un intervento di manutenzione successivo, magari anche costoso. In questo caso è ragionevole, nell’interesse del locatore, che deve vedersi restituita la cosa nello stato in cui è stata consegnata (art. 1590 c.c.), lasciare le addizioni dove stanno e pagare un’indennità.

Ma se l’asportazione è palesemente agevole, quindi il bene che è stato aggiunto non si è fuso con la cosa locata diventando un tutt’uno, il diritto di ritenzione così come previsto rappresenta un esempio di sopraffazione dal diritto di proprietà (peraltro costituzionalmente tutelato all’art. 42 Cost.).

In conclusione, in caso di addizioni facilmente amovibili, che non provocano nocumento alla cosa, con l’esercizio del diritto di ritenzione da parte del locatore sussiste un profilo di legittimità costituzionale? Personalmente, adirei senza indugio la Corte per sentirla esprimersi sul punto.