Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 28/11/2019

Associazioni e trasporto sanitario: il Governo ha impugnato la legge della Regione Sardegna

Con delibera del 14 novembre u.s., il Consiglio dei Ministri ha impugnato la l.r. Sardegna 16 settembre 2019, n. 16, il cui art. 1, comma 5 ha previsto l'autorizzazione al finanziamento annuo dell'Areus (Agenzia regionale emergenza e urgenza Sardegna) "per le attività rese dalle associazioni onlus e cooperative sociali convenzionate con il servizio di emergenza urgenza 118, prevedendo uno stanziamento di 5 milioni di euro per gli anni 2019, 2020 e 2021" nonché, a decorrere dal 2022, al finanziamento della medesima spesa nei limiti dello stanziamento annualmente iscritto.

Il Governo ha ritenuto la disposizione in oggetto, che “sembrerebbe una mera disposizione di carattere finanziario”, non coerente con l’impianto normativo nazionale atteso che la legge regionale sembrerebbe legittimare in maniera stabile lo strumento convenzionale per lo svolgimento del servizio di emergenza urgenza nei confronti di due tipologie di enti del terzo settore specificamente individuati, ovvero le associazioni onlus e le cooperative sociali.

Giova al riguardo ricordare che l'articolo 57 del Codice del Terzo Settore consente il ricorso allo strumento della convenzione, prioritario (e – come ribadito dalla delibera del CdM in oggetto “alternativo rispetto alle eventuali tipologie di affidamento di cui al codice dei contratti pubblici) per le sole organizzazioni di volontariato iscritte ad una delle reti nazionali e accreditate secondo le normative regionali vigenti.

Al di fuori dello strumento convenzionale, ovviamente, resta la modalità pubblicistica dell'appalto di servizi ai sensi del decreto legislativo n. 50/2016 (anche con le modalità alleggerite o dell'affidamento diretto) (si vedano anche le sentenze del Consiglio di Stato n. 01139/2018 e n. 70245/2018).

Alla luce di quanto sopra riportato, dunque, il Governo ha impugnato la legge regionale della Sardegna poiché:

  • contiene il riferimento allo strumento della convenzione anche per soggetti, nella fattispecie, le cooperative sociali che sono esclusi dall'ambito di applicazione dell’articolo 57 CTS;
  • individua in modo impreciso i soggetti per i quali è invece ammesso lo strumento della convenzione (quali nel caso di specie le associazioni onlus): a giudizio del Governo questa identificazione “affianca alla forma giuridica (associazione) una qualificazione di carattere fiscale, che non solo è temporanea (i1 regime onlus e destinato ad estinguersi, cfr. articolo 104, comma 2 del CTS) ma non consente neppure in via temporanea di essere utilizzato in luogo della disposizione statuale.

Le organizzazioni di volontariato, menzionate dal Codice, sono attualmente Onlus di diritto e possono avere (v. articolo 32 CTS ) solo forma associativa; ciò tuttavia non preclude che altre tipologie di enti del terzo settore, diversi dalle ODV, e come tali non ricompresi nella previsione dell'articolo 57, possano avere al momento, qualificazione fiscale di onlus. Ovvero, se tutte le ODV sono onlus, non tutte le associazioni onlus sono ODV.

La disposizione regionale quindi consente sia alle cooperative sociali sia alle associazioni onlus ( ma non soltanto OdV) il ricorso alla forma convenzionale per l’effettuazione del servizio di emergenza urgenza (118). In quest’ottica, il Governo ha ritenuto la previsione normativa in contrasto con l'art, 117, comma 2, lett, e) della Costituzione, “in quanto la materia della concorrenza, in adesione ai principi comunitari, costituisce materia esclusiva della legislazione statale[…]”

In ultima analisi, la legge impugnata è censurata – a tacere degli altri profili che qui non si trattano – in punto di identificazione dei soggetti ammessi a beneficiare dello strumento del convenzionamento diretto per l’espletamento del servizio di trasporto sanitario di emergenza e urgenza.

L’art. 57 CTS, infatti, stabilisce che siano soltanto le OdV (e non anche le APS che pure sono richiamate nell’art. 56 CTS) ad essere individuate “in via prioritaria” per potere svolgere il servizio di trasporto sanitario in parola.

A ben vedere, si tratta di un tema assai delicato che, nei mesi scorsi ha interessato sia la giurisprudenza europea sia quella amministrativa italiana, a dimostrazione della complessità non solo dell’argomento in quanto tale ma anche (e soprattutto) del servizio in oggetto che, ad oggi, a fronte di complessità anche gestionali e medico-organizzative, è svolto da associazioni di volontariato.