Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 02/03/2018

Associazioni non riconosciute: presidente e responsabilità tributaria – Cass. ord. 2169/18

L’art. 38, c.c. stabilisce che “per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione”.

A giudizio della Corte di Cassazione (cfr. sez. 5, sentenza n. 5746 del 12 marzo 2007; sez. 5, sentenza n. 19486 del 10 settembre 2009; sez. 6-5, ordinanza n. 12473 del 17 giugno 2015), la disposizione contenuta nell’art. 38 citato è finalizzata a bilanciare l’assenza di pubblicità legale riguardante il patrimonio dell’associazione con le esigenze di tutela dei creditori. Ne consegue che trattasi di responsabilità che “trascende la posizione astrattamente assunta dal soggetto nell’ambito della compagine sociale, ricollegandosi ad una concreta ingerenza dell’attività dell’ente”. Tuttavia, in caso di debiti d’imposta, i quali non sorgono su base negoziale, ma “ex lege” al verificarsi del relativo presupposto, si ritiene che debba essere chiamato a rispondere solidalmente, tanto per le sanzioni pecuniarie quanto per il tributo non corrisposto, il soggetto che, in forza del ruolo rivestito (presidente, nel caso di specie), abbia diretto la complessiva gestione associativa nel periodo considerato.

Con l’ordinanza 29 gennaio 2018, n. 2169, la Corte di Cassazione, civ. sez. 6, ha accolto il ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate avverso la decisione della Commissione Tributaria di Potenza, che aveva respinto l’appello dell’Agenzia, motivando che l’allora presidente non avesse svolto attività negoziale in nome e per conto dell’associazione, della quale era stato presidente nel periodo di applicazione del tributo oggetto del contenzioso.

La Corte di Cassazione ha ritenuto la sentenza “in evidente contrasto con il principio di diritto” che sopra si è riportato. Nelle associazioni non riconosciute, pertanto, chi ricopre posizioni apicali è chiamato a rispondere in solido delle obbligazioni (anche di natura tributaria) che l’associazione deve adempiere.

Preme evidenziare che il d. lgs. n. 117/2017 (Codice del terzo settore), ancorché la legge delega (n. 106/2016) avesse assegnato al governo il compito di novellare anche il Libro I del codice civile, non ha modificato, se non in parte, le disposizioni relative alle associazioni non riconosciute. Queste ultime, pertanto, continuano ad essere disciplinate dal Codice civile del 1942.