Deboli, svantaggiati - Minori, donne, anziani -  Paolo Cendon - 13/04/2020

Attività realizzatrici della persona: la normativa sui minori

Particolarmente ricco, in generale, il ventaglio delle disposizioni che concernono i minori, nei vari sub-crinali disciplinari:

- l’infanzia e l’adolescenza per cominciare (v. l. 28 agosto 1997, n. 285, Opportunità per l'infanzia e l'adolescenza, art. 1. che rimarca la necessità di “favorire la promozione dei diritti, la qualità della vita, lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione dell’infanzia e dell'adolescenza, privilegiando l'ambiente ad esse più confacente ovvero la famiglia naturale, adottiva o affidataria”);

- i soggetti in età evolutiva (Decr. Pres. Rep. 21 gennaio 2011, in Gazz. Uff., 9 maggio 2011, n. 106, Interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva: “La persona umana, dal concepimento alla morte naturale, è il fine supremo dell’esperienza comunitaria: la buona vita umana di ogni individuo è la fonte primaria di tutte le energie attraverso cui si costruisce la vita sociale, la cui organizzazione, di conseguenza, deve assicurare la pienezza di vita ed il libero esplicarsi delle capacità vitali dell'uomo”);

- i fanciulli in generale (v. art. 23, l. 27 maggio 1991, n. 176, Convenzione sui diritti del fanciullo, che parla di “concretizzare la più completa integrazione sociale ed il loro sviluppo personale, anche nell'ambito culturale e spirituale”);

- i ragazzi mentalmente o fisicamente handicappati (art. 23, cit.: “Gli Stati parti riconoscono che devono condurre una vita piena e decente, in condizioni che garantiscano la loro dignità, favoriscano la loro autonomia ed agevolino una loro attiva partecipazione alla vita della comunità”);

- i minori in famiglia (l. 27 maggio 1991, n. 176, Conv. Diritti del fanciullo, preambolo: “Il fanciullo, ai fini dello sviluppo armonioso e completo della sua personalità, deve crescere in un ambiente familiare in un clima di felicità, di amore e di comprensione”);

- i figli in bilico nella crisi coniugale (cfr., in particolare, la l. 8 febbraio 2006 n. 54, sull’affido condiviso, che all’art. 1 dispone che “anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”);

- i minori spettatori televisivi, ad es. nelle trasmissioni di cronaca giudiziaria (v. Delib. autorità garanzie nelle comunicazioni 31 gennaio 2008, n. 13, che parla di “tutela rafforzata quando sono coinvolti minori, dei quali va salvaguardato lo sviluppo fisico, psichico e morale”);

- i giovani prestatori di lavoro (v. art. 1, Dir. 22/6/1994, n.33. 94/33/CE, G.U.E. 20/8/1994, n.216, che parla dell’obbligo per i datori di ”proteggere i giovani dallo sfruttamento economico e da ogni lavoro suscettibile di nuocere alla loro sicurezza, salute o sviluppo fisico, psicologico, morale o sociale o di compromettere la loro istruzione”);

- i giovani nel mondo della scuola (Decr. Min. Istruz. Univ. Ricerca, 7 ottobre 2010, n. 211, ove si rimarca che “conoscere non è un processo meccanico, implica la persona che “vede”, si “accorge”, “prova”, “verifica”, per capire…. è la scuola della conoscenza a fornire gli strumenti atti a consentire a ciascun cittadino di munirsi della cassetta degli attrezzi e ad offrirgli la possibilità di sceglierli e utilizzarli nella realizzazione del proprio progetto di vita”; v. anche

Decr. min. pubbl. istr., 22 agosto 2007 , n. 139, adempimento dell'obbligo di istruzione, che all’ all’1 prevede: “La motivazione, la curiosità, l'attitudine alla collaborazione sono gli aspetti comportamentali che integrano le conoscenze, valorizzano gli stili cognitivi individuali per la piena realizzazione della persona, facilitano la possibilità di conoscere le proprie attitudini e potenzialità anche in funzione orientativa”);

- il campo della partecipazione on-line (Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, 2011/C 169/01: “… incrementare l'istruzione in materia di alfabetizzazione digitale e mediatica nel quadro sia dell'apprendimento non formale che dell'istruzione formale, al fine di dotare i giovani delle competenze necessarie per essere sempre più attivamente coinvolti nella partecipazione on-line”);

- i giovani nel loro insieme (v. Ris. Cons. Eur., 27 novembre 2009 (2010-2018) 2009/C 311/01: “La promozione dell'integrazione sociale e professionale dei giovani è, assieme alla promozione della realizzazione personale, della coesione sociale e della cittadinanza attiva, una delle componenti essenziali per il conseguimento degli obiettivi della strategia per la crescita e l'occupazione che l’Europa ha definito a Lisbona”).