Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 16/05/2020

Balocchi e profumi all'incontrario

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C’è una mamma con poca salute, senza un soldo, sempre a casa, che al mondo ha unicamente la sua bambina, e che dipende in tutto e per tutto da quest’ultima.

La bambina però se la fila poco, la sua mamma, e preferisce andare a spasso con gli amichetti.

Ce n’è uno in particolare, col quale fa spesso le ore piccole.  Festicciole, paninoteche, gelaterie.

Un pomeriggio la mamma si ammala sul serio, ai polmoni, e il presagio di una brutta fine la spinge a esprimere un desiderio, quello di sempre: che la sua bambina le compri un profumo speciale, un’essenza francese che la donna aveva visto tante volte in vetrina, e che da sola non aveva mai potuto acquistare (“Figlia - mormora la mammina - mentre pieni di pianto ha gli occhi - per la tua mammettina - non compri mai profumi - figlia tu compri soltanto balocchi per te”). 

La figlia se ne infischia però, di nuovo in giro con gli amici, al minigolf, alla play-station, al parco giochi.

Solo all’ultimo momento vengono ad avvertirla, disperati, che la situazione sta precipitando; è sopraggiunta una crisi, non c’è tempo da perdere.

Si rende conto finalmente la bambina: corre al negozio, compra in fretta il profumo, torna a casa.

Porge il pacchetto variopinto alla mamma; piangendo l’aiuta a disfare il nastro, a scartare, tira fuori la boccetta, riesce a far uscire un leggero spruzzo sul polso … “Grazie!”, mormora la mamma, ma il capo già reclina da un lato, la poveretta muore subito dopo.

Alla bambina non resta che singhiozzare.