Diritto, procedura, esecuzione penale - Reato -  Redazione P&D - 30/12/2017

Blue whale: è istigazione al suicidio solo se le lesioni sono gravi - 57503/17 - A.G.

Tra le ultime pronunce che ci regala la Corte di cassazione in questo 2017 che sta per terminare ecco quella in merito al “gioco” Blue Whale Challenge, il crudele gioco diffuso grazie al web.
Nella fattispecie, l’indagato si era visto accusato dei reati di istigazione al suicidio e adescamento di minori per aver inviato messaggi ad una minorenne, ritenuti idonei a determinare il suicidio. In uno dei messaggi aveva scritto: “manda audio in cui dici ke sei la mia schiava e della vita non ti importa niente e me la consegni”.
Fortunatamente, la vittima non aveva tentato il suicidio e si era procurata solo lesioni lievi.
Richiesti di giudicare la legittimità dell’ordinanza di custodia cautelare applicata all’indagato, la Corte di cassazione ha escluso la configurabilità del delitto tentato di istigazione al suicidio. È stato chiarito che la fattispecie di cui all’art. 580 c.p. «punisce l’istigazione al suicidio a condizione che la stessa venga accolta e il suicidio si verifichi o quantomeno il suicida, fallendo nel suo intento, si procuri una lesione grave o gravissima. L’ambito di tipicità disegnato dal legislatore esclude, dunque, non solo la rilevanza penale dell’istigazione in quanto tale, ma anche dell’istigazione accolta cui non consegua la realizzazione di alcun tentativo di suicidio ed addirittura di quella seguita dall’esecuzione da parte della vittima del proposito suicida da cui derivino, però, solo lesioni lievi o lievissime». I giudici aggiungono che «La soglia di rilevanza penale individuata dalla legge in corrispondenza della consumazione dell’evento meno grave impone quindi di escludere la punibilità del tentativo dato che, per l’appunto, non è punibile neppure il più grave fatto dell’istigazione seguita da suicidio mancato da cui deriva una lesione lieve».
La condotta ascritta, tuttavia, risulta inquadrabile nel delitto di adescamento di minorenni, di cui all’art. 609 undecies c.p., ragione per cui l’ordinanza cautelare va confermata, sussistendone i presupposti.
Per approfondimenti sui pericoli del web, volendo, De Franco-Gasparre, Prevenzione e contrasto del cyberbullismo. Una prima lettura, Key editore, 2017.