Diritto, procedura, esecuzione penale - Reato -  Redazione P&D - 02/12/2019

Cass. Pen. Sez. III, Sent 29-05-2019, n. 23808, prova del danno nella violazione del diritto alla privacy - G.G.

Nel caso preso in oggetto la Cassazione penale afferma, come si legge, che

“ come chiarito dalla giurisprudenza di questa Corte, nel reato di trattamento illecito di dati personali previsto dall'art. 167 in  esame il nocumento è costituito dal pregiudizio, anche di natura non patrimoniale, subito dalla persona cui si riferiscono i dati quale conseguenza dell'illecito trattamento (Sez. 3, n. 29549 del 7/2/2017, F, Rv. 270458, citata in sentenza).
Nella citata pronuncia viene ricordato come, in un primo tempo, la giurisprudenza abbia qualificato il verificarsi del nocumento quale condizione oggettiva di punibilità "intrinseca", che attualizza l'offesa dell'interesse tutelato già realizzata dal fatto tipico (Sez. 3, n. 7504 del 16/7/2013, dep. (2014), Pontillo, Rv. 259261; Sez. 5, n. 44940 del 28/9/2011, C. e altro, Rv. 251448; Sez. 3, n. 16145 del 5/3/2008, P.C. in proc. Amorosi e altro, Rv. 239898; Sez. 3, n. 28680 del 26/3/2004, Modena, Rv. 229465), il quale costituirebbe una fattispecie di pericolo concreto, integrata dalla condotta di trattamento assistita dal dolo specifico, punibile solo a condizione del verificarsi del predetto accadimento, mentre, più recentemente, il nocumento è stato ritenuto un elemento costitutivo del reato, avuto riguardo alla sua omogeneità rispetto all'interesse leso e alla sua diretta derivazione causale dalla condotta tipica, con conseguente necessità che esso sia previsto e voluto o, comunque, accettato dall'agente come conseguenza della propria azione, indipendentemente dal fatto che costituisca o si identifichi con il fine dell'azione stessa (Sez. 3, n. 40103 del 5/2/2015, Ciulla, Rv. 264798). “
 Il fatto dunque che in sede civile siano stati prodotti per le prove tutta una serie di dati sensibili non è sufficiente a costituire il reato.
Infatti  “il necessario requisito del nocumento richiesto per configurazione del reato dell’art. 167 d.lgs 193/2003 non può ritenersi sussistente, in caso di produzione in un giudizio civile di documenti dati personali, ancorché effettuata al di fuori dei limiti consentiti per il corretto esercizio del diritto di difesa, in assenza di elementi fattuali oggettivamente indicativi di una affettiva lesione dell’interesse protetto, trattandosi di informazioni la cui cognizione è normalmente riservata e circoscrittta ai soli soggetti professionalmente coinvolti nella vicenda processuale, sui quali incombe l’obbligo di riservatezza“.”