Cultura, società - Cultura, società -  Maria Beatrice Maranò - 07/11/2017

Cecilia Benevides de Carvalho Meireles: …parlare con te attraverso il deserto!

L’almanacco odierno ricorda Cecilia Benevides de Carvalho Meireles, nata il 7 novembre del 1901, a Tijuca, Rio de Janeiro. Il padre morì tre mesi prima della sua nascita e, sua madre, quando ancora non aveva tre anni. L’ accudì sua nonna D. Jacinta Garcia Benevides, figura leggendaria nel suo immaginario poetico, e si abituò sin dall’infanzia all’esercizio della solitudine. Cecilia, scriverà più tardi di sè: “Nacqui qui a Rio de Janeiro, tre mesi dopo la morte di mio padre ed ho perso mia madre prima di tre anni. Queste ed altre morti avvenute in famiglia hanno portato molti contrattempi materiali, ma, allo stesso tempo, mi hanno dato, sin da piccolina, una tale intimità con la Morte che dolcemente ho imparato questa relazione tra l'effimero e l'eterno...(...) In tutta la vita, mai mi sono sforzata di guadagnare nè ho avuto paura di perdere. La nozione o il sentimento della transitorietà di tutto è il fondamento stesso della mia personalità(...) La mia infanzia di bambina sola mi diede due cose che sembrano negative e sempre furono positive per me: silenzio e solitudine. Questa fu sempre l'area della mia vita. Area magica, dove i caledoiscopi inventarono favolosi mondi geometrici, dove gli orologi rivelarono il segreto del loro meccanismo e le bambole il gioco del loro sguardo. Più tardi fu in questa area che i libri si aprirono e lasciarono uscire le loro realtà e i loro sogni, in combinazione tanto armoniosa che ancora oggi non comprendo come si possa stabilire una separazione tra questi due tempi della vita, uniti come fili di un panno”.Nel 1917, passò a ricoprire il ruolo di magistero primario nelle scuole dell'antico “Distrito Federal”. Compose la sua prima poesia a nove anni, pubblicata nel 1919 con il libro di poesie “Espectro”, scritto a 16 anni e accolto con plauso da Joao Ribeiro. Nel 1922 si sposò con il pittore portoghese Fernando Correia Dias, che si tolse la vita nel 1935. Da questo matrimonio nacquero tre figlie. Le venne assegnato il Premio de Poesia Olavo Bilac, da parte dell' Academia Brasileira de Letras per il suo libro Viagem, nel 1939, e ció fu scaturigine di dibattiti interessanti che resero manifesta l'alta qualità della sua poesia. Nel 1964, fu inaugurata la Biblioteca Cecilia Meireles in Valparaiso, Cile. Morì in questo stesso anno e nel 1965, ottenne il Premio Machado de Assis, concesso dalla Academia Brasileira de Letras. Il governo dell'allora Estado da Guanabara intitolò a Cecilia Meireles la grande sala di concerti e conferenze del Largo da Lapa, nella città di Rio de Janeiro. Nel 1974, il suo nome è dato ad una Escola Municipal de Educaçao Infantil, nel Jardim de Julho, quartiere di Sao Mateus, a San Paolo. Una banconota da 100 Cruzados, con l'effige di Cecilia Meireles è lanciata dal Banco Central do Brasil, a Rio de Janeiro, nel 1989. Le venne intitolata la Biblioteca Infanto-Juvenil nel quartiere Alto da Lapa, a San Paolo. Su decreto del Governo Federale, il 2001, divenne O Ano da Literatura Brasileira, in commemorazione dei sessant'anni dalla nascita dello scrittore Silvio Romero e del centenario dalla nascita di Cecilia Meireles, Murilo Mendes e Josè Lins do Rego. Cecilia tradusse anche opere teatrali di Federico Garcia Lorca, Rabindranath Tagore, Rainer Rilke e Virginia Wolf. Oltre all’attività letteraria in poesia e in prosa Cecília fu insegnante, giornalista, esperta di folclore, autrice di letteratura per l’infanzia, traduttrice e disegnatrice: Fu viaggiatrice (e non turista, come amava definirsi) e di grande significato nella sua vita furono i viaggi, materiale costante di ispirazione poetica e umana. Costanti della sua poesia furono il mare, descritto in tutti i suoi aspetti, il tempo, nel suo inesorabile trascorrere e disfarsi, e la solitudine, intesa e vissuta come assenza. La sua poesia risulta delicatamente femminile ma anche squisitamente intellettuale. La sua poetica fu sempre di unione, raccogliendo eterogenee influenze sia sotto il profilo formale che sotto quello contenutistico. Creò ponti e stabilì legami, tra uomo e uomo, tra uomo e mondo, con la complicità di un’atmosfera inconfondibile, spesso piena di tristezza e di dolce nostalgia. Dal punto di vista formale la sua poesia, fortemente musicale, si caratterizza per ricchezza di ritmo e di lessico e per l’articolazione tra metri brevi, a cui spesso dà preferenza. Delle ventotto raccolte contenute nell’ultima edizione completa delle sue poesie, curata da Antonio Carlos Secchin ed edita a Rio de Janeiro nel 2001, (in occasione del Centenario della nascita della poetessa), solo due sono state tradotte in italiano: Poemas Italianos, (edita a cura di Edoardo Bizzarri, a São Paulo, nel 1968), e Mare assoluto e altre poesie, nel 1995, (pubblicata sulla rivista "Poesia", n. 83, Crocetti Editore, Milano, a cura di Mirella Abriani). Alcune poesie di quest’ultima raccolta nella stessa versione dell’Abriani si trovano poi in un’antologia di poesia femminile, "L’altro sguardo", 1996, di Mondadori. Così definì l'opera di Cecilia Meireles il critico Paulo Ronai: "Considero il lirismo di Cecilia Meireles il più elevato della moderna poesia in lingua portoghese. Nessun altro poeta eguaglia la sua catarsi, la sua fluidità, il suo potere trasfiguratore, la sua semplicità ed il suo preziosismo, perchè Cecilia, solo lei, si avvicina alla nostra poesia primitiva e al nostro lirismo spontaneo...La poesia di Cecilia Meireles è una delle più pure, belle e valide manifestazioni della letteratura contemporanea.

Voglio una solitudine, voglio un silenzio,
una notte di abisso e l’anima inconsutile,
per dimenticarmi che vivo, liberarmi
dalle pareti, da tutto ciò che imprigiona;
attraversare gli indugi, vincere i tempi
pullulanti di intrecci e ostacoli,
infrangere limiti, estinguere mormorii,
lasciar cadere le frivole colonne
di allegorie vagamente erette.
Essere la tua ombra, la tua ombra, soltanto,
e star vedendo e sognando alla tua ombra
l’esistenza dell’amore risuscitata.
Parlare con te attraverso il deserto.
(Cecilia Meireles)....nata il 7 novembre 1901.