Diritto, procedura, esecuzione penale - Procedura penale -  Redazione P&D - 03/06/2013

CENDON LIBRI - LE DICHIARAZIONI PROCEDIMENTALI - Francesco Luca LOFORTI

In tema di dichiarazioni procedimentali, le innovazioni più importanti si sono registrate a partire dai primi decenni del 1900.

Già il codice di procedura penale del 1930, col quale l"allora ministro della giustizia Alfredo Rocco dichiarava di perseguire l"obiettivo di un giusto processo, conteneva, in particolare, una dettagliata disciplina delle dichiarazioni procedimentali.

Tale codice, mettendo da parte il risultato, conseguito circa un secolo prima dal code napoleon, della separazione delle fasi processuali, si fondava sul principio di conservazione delle prove, in base al quale tutti gli atti compiuti prima del dibattimento dalla polizia giudiziaria, dal pubblico ministero e dal giudice istruttore confluivano in un verbale utilizzabile in ogni stato e grado del processo mediante la regola della lettura.

Ciò significava che, anche se alla fase istruttoria seguiva quella del dibattimento, quest"ultima veniva svuotata d"importanza, essendo la decisione finale presa principalmente mediante la lettura del verbale redatto precedentemente con conseguente perdita di significato dei principi di oralità, concentrazione, immediatezza e, per ultimo, del principio del contraddittorio nella formazione della prova.

Ciò comportava che la prova già assunta condizionava l"acquisizione della prova in sede dibattimentale nonostante potesse anche non soppiantarla.

La conseguenza era, dunque, una rilevante compromissione del principio del contraddittorio nella formazione della prova poiché il giudice del dibattimento, essendo profondamente influenzato dal "lavoro" compiuto precedentemente nella fase istruttoria, fosse essa sommaria o formale, non permetteva o permetteva solo apparentemente la partecipazione effettiva delle parti alla formazione della prova.

Il legislatore, non rimanendo insensibile alla situazione appena esposta, intervenne, nel 1988, con una riforma che portò all"abolizione della fase istruttoria e all"introduzione di una fase, definita delle "indagini preliminari", totalmente distinta dalla fase dibattimentale.

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