Diritto tributario - Riscossione -  Elisa Bucci - 12/01/2018

Cessione d'azienda e reponsabilità del cessionario per i debiti fiscali – Cass. 17264/2017

Un'impresa cessionaria di ramo d'azienda ricorreva in Commissione Tributaria per l'annullamento di avvisi di accertamento per gli anni di imposta 2001 e 2002 emessi nei suoi confronti in qualità di coobbligata dell'azienda cedente con cessione avvenuta in data 20 marzo 2002.

La sentenza di primo e di secondo grado, favorevoli alla ricorrente, affermavano che la cessionaria non dovesse rispondere del debito tributario della dante causa alla stregua dell'art. 14 Dlgs n. 472/1997 non essendo aperto al momento della cessione presso l'Ufficio una procedura di verifica o di accertamento.

L'Agenzia delle Entrate ricorreva per cassazione.

Il tema oggetto della sentenza allegata, concerne la solidarietà passiva del cessionario di azienda. Le norme di riferimento sono l'art. 2560 c.c. e l'art. 14 Dlgs 472/1997.

La prima, prevededo che l'acquirente risponde dei debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta soltanto se essi risultano dai libri contabili obbligatori, da un lato tutela i creditori, dall'altro consente al cessionario di acquisire adeguata e specifica cognizione dei debiti assunti.

La seconda prevede una responsabilità solidale per debiti fiscali, per debiti conseguenti a violazioni tributarie compiute dal cedente rispetto alle quali l'amministrazione deve avviare una propria complessa attività accertativa di guisa che non è nemmeno ipotizzabile che possano risultare dai libri contabili. Per tale ragione, tale disciplina prescinde dalla condizion prevista dall'art. 2560 c.c. e cioè dalla annotazione della debitoria sui libri contabili.

L'art. 14 tutela la pretesa dalla Amministrazione Finanziaria in via solidale a condizione che riguardi:

a) imposte e sanzioni inerenti a violazioni commese nell'anno in cui è avvenuto il trasferimento e nei due anni precedenti sebbene non ancora contestate dall'amministrazione finanziaria;

b) imposte e sanzioni già irrogate e contestate anche se riferite a violazioni commesse in periodi precedenti al secondo anno precedente a quello in cui è avvenuto il trasferimeto di azienda.

Il cessionario, ricorda la pronuncia, può richeidere all'Amministrazione il rilascio di un certificato dei carichi pendenti dal quale risulti l'esistenza di contestazioni in corso e di quelle già definite per le quali i debiti non sono stati ancora soddisfatti e tale certificazione di debenza se negativa o rilasciata tardivamente assolve ad una funzione liberatoria anticipata.

Infine, la Corte respinge il ricorso.