Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Redazione P&D - 01/12/2018

Chi sei - Lucia Maffei

Chi sei, perché mi guardi...
Chi sei ragazzo dallo sguardo dolcissimo e perso nel vuoto, dagli occhi azzurri e allungati che guardano in terra. 

I tuoi  jeans strappati e lisi lasciano intravedere un corpo giovane che non ha ancora rinunciato alla bellezza della vita.
 In un'affollata carrozza della metro in un sabato pomeriggio milanese frenetico e vociante, la tua figura attira il mio sguardo.
Mani arrossate e consumate reggono un sacchetto di plastica azzurro che contiene pochi stracci e chissa' cos'altro.
Il posto accanto a te e' vuoto ..lo occupo io, incurante dell'aspetto poco rassicurante che hai.
Un  cappellino calato sulla fronte e le orecchie, nasconde in gran parte il tuo bel viso.
Mi giro dalla tua parte timorosa e ad un tratto i tuoi occhi celesti,  bellissimi come il mare,  dolcissimi e tristi mi guardano e mi fendono il cuore. 
Una lama lancinante mi attraversa e mi stordisce perché mi stai chiedendo aiuto, si,  lo percepisco da come l'angolo della tua bocca si piega in una smorfia di dolore.
E la tua mano va alla fronte e cerca di contenere una disperazione dignitosa.
Cosa ti tormenta ragazzo fragile e vulnerabile. Chiedimi aiuto ...lo so che sei solo e disperato ma io non so cosa fare e mi vergogno profondamente di essere li accanto a te benvestita come tanti intorno a me, adulti e ragazzi gioiosi e spensierati che pero' non ti vedono, non si accorgono di te.
Sei un invisibile ma io ti vedo ...tu se li e mi guardi smarrito, hai scelto me per chiedere aiuto e nei tuoi occhi vedo tutto ciò che ci affanniamo a rinnegare e ad allontanare da noi perché non ci appartiene.
Solitudine, freddo del cuore e del corpo, povertà,  infanzia negata e giovinezza mai vissuta e mi chiedo cosa saresti stato se fossi nato e cresciuto in una famiglia che ti avesse dato tutto ciò che non hai;  se avessi studiato in una delle tante scuole private per ricchi e avessi avuto bei vestiti e sogni assicurati da grossi conti in banca.
E ad un tratto tutto sembra così effimero e inutile ..voglio solo parlarti e ascoltarti e dirti che io ti vedo e che qualcuno si e' accorto di te.
Non so dove  stai andando e dove dormirai  stanotte ..magari nel bosco di Rogoredo nell'inferno dei vivi.
Come faccio ad aiutarti ragazzo dagli occhi bellissimi che mi guardano liquidi e smarriti...la mia fermata si avvicina e so che a breve dovrò scendere e lasciarti solo e soprattutto io sarò più sola e inutile perché non ti avrò aiutato.
E allora faccio l'unica cosa che adesso posso fare: pregare che il mio Dio ti aiuti e ti dia un'altra vita e ridia gioia ai tuoi occhi meravigliosi.
 Le lacrime iniziano a rigarmi il volto e devo nasconderle dietro i miei occhiali da sole.  La fermata di destinazione  e' la prossima: il vagone sussulta e frena :  le porte si aprono e io mi avvio per scendere ma non posso non voltarmi a guardarti quasi sperando che tu possa seguirmi per portarti in una vita diversa .

Ma tu rimani seduto,  con le tue mani arrossate che stringono il sacchetto lacero e mi guardi sofferente e io sprofondo nel senso di colpa per tutte le vite che tu non avrai mai.