Responsabilità civile - Circolazione stradale -  Redazione P&D - 03/03/2018

Circolazione stradale: il danno provocato da apertura di sportello di veicolo - RM

Casistica ricorrente e particolare, che è dato ritrovare con intensità in giurisprudenza, è quella avente per oggetto il danno provocato da apertura di sportello di veicolo; si pensi, ad esempio, al caso del conducente di un veicolo che, in violazione delle norme di comportamento di cui agli art. 157 e 158 c.strad., lasci il proprio mezzo in sosta in seconda fila e con lo sportello parzialmente aperto (cfr., amplius, il volume: "Responsabilità e risarcimento del danno da circolazione stradale", Riccardo Mazzon, Rimini 2014): egli, per recente giurisprudenza, risponderà del reato di omicidio colposo, per la morte di un motociclista

“andato a sbattere contro il predetto veicolo lasciato in sosta vietata”

(Cassazione penale, sez. III, 11/11/2010, n. 42498, Z.A., Riv. giur. circol. trasp. 2010, 6; ancora, il proprietario di una vettura parcheggiata in secondo fila con lo sportello aperto risponde a titolo di concorso di colpa per la morte di un motociclistica che, urtando contro la macchina, rovina a terra: Cassazione penale, sez. III, 11/11/2010, n. 42498, Z.A., Diritto & Giustizia 2010 - nota CECCARELLI -; ulteriormente, qualora a seguito di un sinistro stradale un vicolo abbia urtato quello antistante a causa della improvvisa frenata, e, per verificare i danni abbia poi aperto lo sportello, è imputabile di colpa generica per imprudenza, per i gravi danni cagionati al conducente di una moto che sopraggiungeva nel corso di una manovra di sorpasso: Ufficio Indagini preliminari Napoli, 20/07/2009, - Redazione Giuffrè 2009; per un caso in cui, invece, è stato ritenuto responsabile dell’incidente occorso ad uno studente, l’autista dello scuolabus che si sia avvicinato all’area affollata dagli studenti con le portiere già aperte prima di arrestarsi così da indurre i giovani a salire quando il veicolo era ancora in moto: App. Milano, 1 ottobre 1991, AGCSS 1992, 359). 

La casistica de qua può svilupparsi in due tipologie: l’apertura dello sportello può, infatti, essere operata dal conducente stesso del veicolo (nel qual caso, pare incontrovertibile la sua responsabilità, anche nel caso il veicolo fosse fermo: cfr., ex multis, GdP Milano, 7 aprile 1998, AGCSS, 1999, 1012), così come dal trasportato; in quest’ultimo caso, peraltro, ci si chiede se risponda anche il conducente del veicolo medesimo (in tal senso, Trib. Perugia, 15 luglio 1995, RGU, 1996, 70) ovvero solo il trasportato, fonte diretta del danno (così, ad esempio, Trib. Roma, 7 giugno 1982, RGCT, 1983, 768).

Probabile, in tali situazioni, la responsabilità di entrambi (Cass. civ., sez. III, 17 novembre 1984, n. 5857, MGC, 1984, 11): ex articolo 2054 c.c., il proprietario e il conducente, anche in caso di veicolo fermo (Cass. civ., sez. III, 24 luglio 1987, n. 6445, MGC, 1987, 7; RGCT, 1988, 100); ex articolo 2043 c.c., il trasportato (Cass. civ., sez. III, 6 giugno 2002, n. 8216, GC, 2003, I, 734; A, 2002, II, 213).

In quest’ultimo caso, peraltro, l’assicuratore della responsabilità civile, che abbia risarcito il danno provocato dal trasportato ad altro soggetto, secondo piuttosto recente giurisprudenza potrà esercitare l’azione di rivalsa nei confronti del predetto (Cass. civ., sez. III, 6 giugno 2002, n. 8216, GC, 2003, I, 734; A, 2002, II, 213); si tenga, a riguardo, particolarmente presente come la Suprema Corte abbia precisato che il passeggero che apra lo sportello destro del veicolo fermo al semaforo, procurando la caduta di un veicolo a due ruote che sta superando negligentemente la colonna, non deve risarcire il conducente del motociclista, atteso che quest'ultimo pone in essere un vero e proprio sorpasso tenendo un comportamento colpevole, mentre

“nessun rimprovero può essere rivolto al passeggero per aver aperto lo sportello nella convinzione che nessun veicolo potesse provenire da destra” (Cassazione civile, sez. III, 27/06/2011, n. 14099, A.A. e altro c. U.C.I., Diritto & Giustizia 2011 - nota MANZELLI -.

Peraltro, è stato correttamente precisato (nella specie, la Suprema corte ha confermato la sentenza di merito la quale, nell'applicare l'art. 106 del previgente codice della strada, aveva ritenuto che il conducente, ai fini della valutazione dello spazio sufficiente per l'effettuazione della manovra di sorpasso, dovesse tenere conto anche di una eventuale apertura di uno sportello dell'autovettura da sorpassare) come il conducente di un veicolo, nell'accingersi ad un sorpasso - che costituisce manovra pericolosa e complessa - non solo deve attivare la propria attenzione, ma altresì constatare che vi sia spazio libero sufficiente perché detta manovra possa avvenire senza alcun pericolo, dovendo, invece,

“soprassedere là dove, in relazione alle circostanze contingenti, non abbia la certezza della sussistenza di spazio sufficiente ad escludere ogni possibilità di collisione”

(Cassazione civile, sez. III, 29/02/2008, n. 5505, Calistri c. Soc. Zurigo assicur. e altro, Giust. civ. Mass. 2008, 2, 334, Arch. giur. circol. e sinistri 2008, 7-8, 637).

In argomento, di particolare interesse segnalare come la giurisprudenza sia recentemente intervenuta precisando:

- come la procedura di indennizzo diretto prevista dall'art. 149 del d.lgs. 209/05 (codice delle assicurazioni private) non possa essere applicata nel caso in cui il risarcimento del danno, prodotto dalla circolazione dei veicoli, sia evento unitario scaturente da una pluralità di condotte illecite, non essendo possibile scindere il danno nelle componenti eziologiche ed ascriverlo al solo conducente del veicolo autore della collisione ma dev'essere addebitato, senza perdere la sua inscindibile qualificazione ontologica, anche a chi, pur non essendo alla guida di veicoli, abbia posto in essere una turbativa della circolazione (nella specie, apertura improvvisa di sportello)  

“di concorrente efficienza causale rispetto alla produzione dello scontro” (Giudice di pace Pozzuoli, 18/11/2011, dejure.it 2011).