Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 24/03/2018

Comuni e farmacie (gestite da azienda speciale): no al conflitto di interesse – Cons. St. 1254/18

Una farmacia privata ha impugnato la deliberazione della giunta comunale di Reggio Emilia, con la quale si è proceduto alla revisione della pianta organica delle farmacie, che ha istituito una nuova sede all’interno della zona di competenza della sede farmaceutica della farmacia ricorrente, ancorchè, secondo quest’ultima, sull’area insista un numero ridotto di abitanti.

Tra l’altro, la farmacia ricorrente lamentava la circostanza che l’Azienda Speciale, “delegata” a gestire la nuova sede farmaceutica, è un soggetto in house del Comune e come tale evidenzierebbe una sostanziale immedesimazione tra soggetto incaricato della pianificazione (e della conseguente scelta localizzativa) e soggetto gestore del servizio localizzato, con conseguente insorgenza di conflitto di interesse in capo al comune.

Il ricorso era stato accolto dal Tar dell’Emilia-Romagna, Sez. staccata di Parma, sez. I, con sentenza n. 370/2016, concludendo nel senso che “benché la Giunta comunale goda di ampia discrezionalità nella perimetrazione dei bacini di utenza delle sedi farmaceutiche e che le pertinenti decisioni possano essere sindacate solo se manifestamente irragionevoli, è anche vero che le relative scelte localizzative devono, in ogni caso, fondarsi sulle più complete ed aggiornate acquisizioni istruttorie in ordine alla consistenza demografica del territorio comunale (cfr. ex multis Cons. St., Sez. III, 12 febbraio 2015, n.749 e più di recente v. sent. CdS III n. 2827/2016)”.

Il comune e l’azienda speciale che gestisce il servizio farmaceutico comunale hanno successivamente presentato ricorso al Consiglio di Stato, la cui sez. III, con sentenza 28 febbraio 2018, n. 1254, li ha accolti, motivando come segue:

-) la legislazione statale determina il numero delle farmacie, dettando una specifica proporzione (una farmacia ogni 3.300 abitanti);

-) la disposizione non impone alcuna correlazione tra l'area farmaceutica ed i residenti nella stessa, ma si limita a raccomandare un’equa distribuzione sul territorio, da intendersi in termini di accessibilità al servizio farmaceutico da parte di una soglia minima di popolazione residente, indipendentemente dalla sua distribuzione geografica sul territorio (Consiglio di Stato, Sez. III, Sentenza n. 1250 del 20.03.2017) con la garanzia che sia mantenuto elevato il livello di qualità dei servizi e che non vi siano aree prive della relativa copertura (Corte cost., 31-10-2013, n. 255);

-) il servizio farmaceutico, tra le altre forme, può essere gestito a mezzo di azienda speciale;

-) la possibilità della prelazione comunale in materia di farmacie è prevista dalla legge e non può giustificare di per sé il sospetto di un conflitto di interesse invalidante;

-) la sussistenza di un potenziale interesse gestorio può rilevare solo ove si concretizzi in una concreta ipotesi di sviamento, del quale però devono essere provati gli elementi sintomatici;

-) non sussiste un conflitto di interesse, con conseguente violazione dell'art. 97 e 3 della Costituzione, fra il Comune quale soggetto che nell'esercizio del potere pianificatorio individua e localizza la sede farmaceutica, ed il Comune nella veste di prelazionario che, in quanto titolare della sede stessa è abilitato a sfruttarne economicamente l'esercizio;

-) è normale che alcune delle utilità disponibili a seguito dell'attività pianificatoria, siano considerate idonee ad essere sfruttate direttamente dal soggetto pubblico in quanto funzionali alla realizzazione o somministrazione di opere o servizi di pubblica utilità;

-) non può esservi conflitto di interesse fra due attività di rilievo pubblico, nemmeno quando esse abbiano un rilievo economico.

In ultima analisi, anche qualora la localizzazione e successiva istituzione di una nuova sede farmaceutica riguardi l’azienda speciale che il comune ha individuato quale formula gestoria per l’esercizio sul territorio comunale del servizio farmaceutico non può registrarsi un conflitto di interesse in capo al medesime ente locale.