Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 26/02/2020

Comuni e società partecipate: sul passaggio del personale giudica il g.o. – Tar Lazio 2181/2020

Il caso riguardo l’assunzione da parte di un comune, a seguito di regolare concorso pubblico, di una farmacista a tempo pieno e a tempo indeterminato con il contratto collettivo EE.LL.– profilo professionale di farmacista collaboratrice”.

In epoca successiva, il Comune costituiva una società in house per la gestione delle farmacie comunali, alle cui dipendenze non transitava la ricorrente, che rimaneva alle dirette dipendenze del Comune.

Nelle more il Comune, tramite gara a evidenza pubblica, cedeva per un periodo trentennale il 49% delle quote della suddetta società a un socio privato.

Al fine di completare le operazioni di cessione, la giunta comunale deliberava altresì il passaggio dei dipendenti della farmacia comunale, compresa la ricorrente, alla società in parola. In conseguenza del passaggio in oggetto si registrava il cambiamento di status della ricorrente da pubblico a privato.

Il Tar Lazio, sez. II bis, con sentenza del 18 febbraio 2020, n. 2181, adito su detto passaggio, ha dichiarato il ricorso inammissibile, per difetto di giurisdizione.

I giudici amministrativi hanno ribadito che:

-) la mobilità per passaggio diretto tra pubbliche Amministrazioni (e quindi, anche tra pubblica Amministrazione e soggetto privato) integra una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro;

-) trattandosi, quindi, di una cessione del contratto, la giurisdizione sulla controversia a essa relativa spetta al giudice ordinario;

-) invero, non viene in rilievo la costituzione di un nuovo rapporto lavorativo a seguito di procedura selettiva concorsuale;

-) ne consegue l’incompetenza del giudice amministrativo di cui all’art. 63, comma 4, d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165;

-) l’atto impugnato non può in alcun modo essere ricondotto alla categoria degli atti di macro organizzazione (la cui giurisdizione a conoscere delle relative controversie spetterebbe al giudice amministrativo), che sono solo quelli attraverso i quali le Amministrazioni pubbliche definiscono le linee fondamentali di organizzazione degli uffici e i modi di conferimento della titolarità degli stessi.

La sentenza de qua conferma la ratio del d. lgs. n. 175/2016 (Testo unico sulle società a partecipazione pubblica), il quale – tranne la residuale competenza assegnata alla magistratura contabili per taluni reati erariali delle società in house – stabilisce una primazia del diritto comune (societario) rispetto alla disciplina pubblicistica che ha per molti decenni caratterizzato l’azione delle società partecipate.