Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 19/01/2018

Comuni: sì alle partecipazioni “micro” – L. Bilancio 2018

Il d.lgs. n. 175/2016 individua le categorie assentite di partecipazioni azionarie ovvero sociali che i comuni possono detenere. Tra quelle non considerate tali, la Corte dei Conti, in passato ha rilevato che le partecipazioni minoritarie non possono ritenersi indispensabili al perseguimento di finalità istituzionali degli enti pubblici. In particolare, l’esiguità della quota di partecipazione non consentirebbe all’ente locale di esercitare un efficace e adeguato controllo sulla società partecipata, che porterebbe ad escludere la funzione strategica della partecipazione medesima, che risulterebbe pertanto un mero investimento in capitale di rischio (Corte dei Conti, sez. reg. di controllo per il Piemonte, n. 170/2012).

Ora, l’art. 1, comma 891, legge di Bilancio 2018 modifica il d. lgs. n. 175/2016, introducendo il comma 9-ter dell’art. 4, ai sensi del quale è possibile per la P.A. “acquisire o mantenere partecipazioni, comunque non superiori all’1 per cento del capitale sociale, in società bancarie di finanza etica e sostenibile, come definite dall’articolo 111-bis del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, senza ulteriori oneri finanziari rispetto a quelli derivanti dalla partecipazione medesima”:

Non solo la legge di Bilancio stabilisce una modifica affatto marginale nell’impianto complessivo della Riforma delle società a partecipazione pubblica, legittimando la possibilità di detenere partecipazioni micro. Il comma 891 vieta altresì alle P.A. di possedere quote/azioni superiori all’1 per cento nella specifica categoria di istituti di credito indicati.

Si può dunque ritenere che la legge di Bilancio 2018 abbia inteso promuovere la partecipazione degli enti locali negli istituti bancari di finanza etica e sostenibile in ragione della specifica finalità di interesse generale che gli stessi, ai sensi della legge n. 232/2016 (legge di Bilancio 2017), sono chiamati a perseguire.

Il riconoscimento della finalità degli istituti bancari di finanza etica e sostenibile autorizza, conseguentemente, a modificare l’impianto normativo del d. lgs. n. 175/2016, ammettendo che nei piani di razionalizzazione gli enti locali potranno invocare la possibilità di acquisire ovvero di mantenere partecipazioni in quelle società bancarie.