Responsabilità civile - Risarcimento, reintegrazione -  Valeria De Franco - 16/01/2017

Condominio: se il rumore è lieve niente risarcimento! - Cass. civ. 661/17 - Valeria De Franco

Può ritenersi sussistente il diritto al risarcimento anche per suoni o rumori di lieve entità? Secondo la Corte di Cassazione non sussiste tale diritto se il malessere ansioso-depressivo lamentato è frutto non di fattori ambientali, bensì dalla personalità disturbata dei ricorrenti.

Il Tribunale aveva inizialmente riconosciuto sussistente il nesso causale tra le immissioni rumorose provenienti dall"appartamento abitato dal custode e il disturbo ansioso-depressivo riscontrato nei vicini, una madre ed un figlio particolarmente "sensibili" ai rumori provenienti dal vicino appartamento. Il danno subito dai due era stato liquidato in via equitativa dal giudice di primo grado, successivamente però la Corte d"appello, in accoglimento dell"appello incidentale del condominio ed in parziale riforma della pronuncia impugnata, aveva respinto tutte le domande di risarcimento del danno proposte contro il condominio dagli attori, condannando questi ultimi, in solido, a restituire allo stesso la somma di Euro 28.307,78, maggiorata di interessi al tasso legale, condannando comunque il condominio ad eseguire i lavori di insonorizzazione e manutenzione dell"immobile di proprietà comune.

Avverso la sentenza veniva proposto ricorso in Cassazione.

Invero, anche la Corte di legittimità si uniforma al parere precedentemente espresso in sede di appello che individuava nella personalità disturbata degli attori la causa prossima di rilievo del malessere ansioso-depressivo, escludendo l"efficacia causale delle immissioni rumorose.

I due ricorrenti venivano identificate infatti come: «persone vulnerabili, sempre sulla difensiva, pronte a controbattere un attacco», incapaci di «avere fiducia negli altri» e prive del «bisogno di vicinanza». Tutti questi elementi li portavano ad «evitare di instaurare relazioni intime e profonde con altre persone». Di conseguenza, il malessere lamentato dagli stessi più che dovuto a fattori ambientali (anche dato il fatto che il locale dopo essere stato abbandonato dal custode dello stabile era adibito a saltuarie riunioni condominiali) era piuttosto dovuto alla loro «personalità disturbata, con difficoltà nelle relazioni interpersonali che sono la causa di una reazione abnorme a modeste sollecitazioni disturbanti, quali lo scorrere dell"acqua nei sanitari».

In conclusione, la Corte rigettava il ricorso e condannava i ricorrenti, in solido tra loro, al rimborso delle spese processuali sostenute dal condominio controricorrente .