Persona, diritti personalità - Persona, diritti personalità -  Valeria Cianciolo - 30/01/2019

Cosa ci suggerisce il De Repubblica di Platone nel caso del Ministro Salvini

Nella relazione del Tribunale di Catania (sezione Reati Ministeriali) si chiede, per il tramite del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, l’autorizzazione a procedere da parte del Senato nei confronti di Matteo Salvini «per avere, nella sua qualità di Ministro dell’Interno, abusando dei suoi poteri, privato della libertà 117 migranti di varie nazionalità giunti al porto di Catania a bordo dell’unità navale “U. Diciotti” della Guardia Costiera italiana alle ore 23.49 del 20 agosto 2018. In particolare, il Sen. Matteo Salvini, nella sua qualità di Ministro, violando le Convenzioni Internazionali in materia di soccorso in mare e le correlate norme di attuazione internazionale (Convenzione Sar, Risoluzione MSC 167-78, Direttiva SOP 009/15), non consentendo senza giustificato motivo al competente Dipartimento per la libertà civili e l’immigrazione – costituente articolazione del Ministero dell’Interno – di esitare tempestivamente la richiesta di POS (place of safety) presentata formalmente da IMRCC (Italian Maritime Rescue Coordination Center) alle ore 22.30 del 17 agosto 2018, bloccava la procedure di sbarco dei migranti, così determinando consapevolmente l’illegittima privazione della libertà personale di questi ultimi, costretti a rimanere in condizione psico-fisiche critiche a bordo della nave “U. Diciotti” ormeggiata nel porto di Catania dalle ore 23.49 del 20 agosto fino alla tarda sera del 25 agosto, momento in cui veniva autorizzato lo sbarco. Fatto commesso dall’essere stato commesso da un pubblico ufficiale e con abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonchè per essere stato commesso anche in danno di soggetti minori. fatto commesso in Catania dal 20 al 25 agosto 2018».

Il reato che si contesta al Ministro Salvini è integrato da una condotta specifica, ossia, la chiusura dei porti ai migranti provenienti dalla Libia. Condotta che il Ministro dell’interno continua rivendica come parte fondamentale del proprio programma politico e di governo calpestando gli artt. 10 e 117 della Costituzione Italiana, la Convenzione internazionale sulla ricerca ed il salvataggio marittimo (SAR, siglata ad Amburgo nel 1979).

È ben possibile che dal punto di vista di singoli individui o gruppi, il diritto concretamente vigente non sia percepito come coincidente con l’ideale di giustizia.

Nella tradizione occidentale, Trasimaco, l’interlocutore di Socrate nella Repubblica di Platone, sosteneva che la giustizia non fosse «altro che l’utile del più forte», riducendosi in tutti i casi a uno strumento del potere costituito - sia esso democratico, aristocratico o tirannico - finalizzato al suo utile: i pastori e i bovari si preoccupano che il loro bestiame sia grasso, ma per il loro utile e non certo per quello degli animali. E così fanno anche i governanti nei confronti dei sudditi....”la giustizia (dikaiosyne) e il giusto (dikaion) sono in realtà un bene altrui (allotrion agathon), un utile di chi è più forte e governa, ma un danno proprio di chi ubbidisce e serve; e l'ingiustizia è l'opposto e comanda a quegli autentici ingenui che sono i giusti; e i sudditi fanno l'utile di chi è più forte e lo rendono felice servendolo, mentre non riescono assolutamente a rendere felici se stessi.” [343c]. Chi è al potere, lo è perché ha una competenza tale da permettergli di mantenere la sua posizione.

Socrate ribatte quale mai fosse questa competenza. L'esperto di una techne è tale non tanto perché sa badare al proprio interesse economico ma perché sa fare l'utile di ciò di cui la techne stessa è oggetto: un bravo medico, per esempio, non è un abile uomo d'affari, ma uno che sa curare i malati.

Perchè dunque l'attualità del “De Repubblica” nel caso Salvini? Perchè Salvini si è fatto unico paladino della giustizia nella questione migranti: ha voluto dare dimostrazione di forza al suo elettorato politico in nome di una sua personale concezione della giustizia in palese dispregio delle norme di diritto. In prima battuta, la nostra Costituzione e delle Convenzioni Internazionali. E come lo ha fatto? Chiudendo i porti. Cosa assolutamente proibita dalla Convenzione. Privo di techne avrebbe detto Socrate. Vuole curare il malato senza aver studiato. Ma ha anche ragione Trasimaco. Salvini è il bovaro che dice di salvare il gregge, ma il suo utile è il suo elettorato politico.

Comunque, Trasimaco e i suoi seguaci possono essere rassicurati e rimanere dell’opinione che la giustizia sia «l’utile del più forte» (I-2.2), ma potrebbero anche cominciare a lottare per la protezione dei più deboli, piuttosto che lottare per (o schierarsi con) il più forte o semplicemente rimanere indifferenti e lasciare che la giustizia sia modellata dai più forti.

Il punto è chi deve essere il più forte.

La protezione dei più vulnerabili è possibile solo quando la maggior parte dei membri della società esige che la società protegga i più deboli e riesce con successo a fermare gli avversari. L’apparente paradosso è che per contenere socialmente con successo il più forte, occorre essere ancora più forti, il che vuol dire che quando i più deboli sono diventati più forti, non hanno più bisogno di protezione ed altri vanno protetti.

La lotta per la giustizia non è un’azione per un certo individuo o gruppo, ma per chiunque diventi vulnerabile nel tempo.

La giustizia da promuovere, si riferisce alla protezione dei più vulnerabili, chiunque essi siano, momento per momento.