Persona, diritti personalità - Persona, diritti personalità -  Alex Zorzini - 25/10/2017

Cyberbullismo e reclamo al Garante per la privacy

Cyberbullismo e reclamo al Garante per la privacy

La legge 71/2017 (cd. Legge Ferrara) si propone di prevenire e contrastare il fenomeno del cyberbullismo.

In particolare, la legge si rivolge al fenomeno legato alla diffusione di foto e di video riguardanti ragazzi o ragazze ritratti in situazioni umilianti o erotiche.

I rimedi per bloccare la circolazione di tali contenuti sono tre: la richiesta di rimozione del contenuto rivolta alla stessa società che ne consente la circolazione tra i suoi utenti (art. 2, co. 1); il ricorso al Garante per la privacy (art. 2, co. 2) e l’ammonimento del questore (art. 6).

Riguardo all'effettiva applicabilità di tali rimedi si veda "Rilievi critici alla legge sul cyber bullismo (l. 71/2017)", su questo stesso sito.

Il ricorso al Garante per la privacy – che ha sede a Roma – è solo successivo ed eventuale.

Esso presuppone che il genitore del minore vittima di cyberbullismo abbia chiesto alla società che gestisce i social network (nella legge si parla di titolare del trattamento), l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet, previa conservazione dei dati originali, e che ciò non si sia verificato nelle successive 24 ore (decorrenti dall’istanza del genitore).

In conseguenza dell’inerzia della società (Facebook, Youtube, Google, ecc.) che consente la diffusione delle foto o dei video, il genitore può rivolgersi al Garante.

In particolare, il ricorso può essere presentato anche online, compilando il reclamo/formulario predisposto dallo stesso Garante, qui allegato.