Danni - Danno esistenziale -  Paolo Cendon - 21/06/2020

Danni esistenziali endofamiliari

Molte    le occasioni di offese, disagi   o spaesamenti immaginabili: basta sfogliare i repertori di giurisprudenza:

 

-  Minacce al tenore di vita,  e al benessere economico,  del compagno o della cellula domestica in quanto tale: truffe,  inganni, abusi di fiducia, invadenze, usurpazioni; privazioni di ogni supporto alimentare,  gesti di irresponsabilità patrimoniale: il marito  prodigo e spendaccione, che dissipa i beni di casa, che rifiuta sistematicamente di lavorare, che gioca in continuazione alle corse, che presta denaro a destra e a manca; frivolezze esagerate della moglie, smanie per i gioielli, frequentazione di strozzini, bovarismi, scompensi tra “balocchi e profumi”, ricerche ossessive del lusso, della vita mondana.

 

- Violazioni di un diritto della personalità del coniuge (attentati alla segretezza,  alla corrispondenza, alla privacy) ;  limitazioni delle sua libertà,  imposizione di culti  religiosi  tali da intralciare  pesantemente la vita quotidiana;  ingiurie e diffamazioni della famiglia del partner, del suo lavoro , del suo ruolo, dei suoi amici, della sua  professione; maltrattamento   dei  figli di primo letto dello sposo;

 

- Torti compiuti da un coniuge in danno dell’altro nella fase di separazione,  oppure dopo lo scioglimento del matrimonio:  inadempimento, ad es.,  degli obblighi di mantenimento , invasioni del domicilio,  molestie,  bugie o dilazioni processuali pretestuose, appostamenti, terrorismi, alterazioni contabili,  violazioni  dei diritti di visita.

 

- Illeciti legati all’universo dei figli, futuri e presenti: la moglie o il marito, poniamo,  che rifiuta a ogni costo di programmare un bambino, senza serie ragioni, calpestando magari precedenti accordi (documentati con lettere  e promesse, al tempo del  fidanzamento):  il marito che procrastina,  artatamente,  i tempi e i gesti del concepimento fino al punto da rendere impossibile per la donna di generare; menzogne circa l’identità del vero padre ;  imposizioni varie (nei confronti   della moglie)   ad affrontare  cure estenuanti contro l’infertilità.

 

- Violenze grandi e piccole della quotidianità :  corruzioni del linguaggio, persecuzioni accusatorie;  il mondo di Guy de Maupassant;  gelosie  costanti e senza motivo, vittimismi smodati, convivenze imposte in casa (parenti, commilitoni, ultras, correligionari);  pressioni indebite, la moglie  e la suocera che istigano forsennatamente il marito a guadagnare  più soldi , a fare carriera in fretta e con ogni mezzo;   impedimenti  e divieti,   da parte del marito alla moglie,  a lavorare, a riprendere gli studi,  a coltivare se stessa, a esprimere i propri talenti.

 

- Pesantezze legate al sesso:   gusto sfrenato per i travestimenti,  inclinazioni alla pedofilia, sadismi e masochismi di vario genere; reati, incesti, incitamento o sfruttamento della prostituzione; sopraffazioni, abusi,  spionaggi e voyeurismi continui, insaziabilità;  “fantasie malate”, costrizioni della moglie agli scambio di coppia, magari a comportamenti sconvenienti o ripugnanti;   corrispondenze  postali e chat ossessivi, collezioni disgustose,  abbonamenti segreti a iosa, feticismi oltremisura,  frequentazione spasmodica di   siti pornografici,   su Internet o in TV.

 

- Comportamenti  morbosamente asociali,  bizzarri, immaturi:  misantropie croniche,  sordità ostinate,  allacciamenti interrotti unilateralmente,  blindature al limite della paranoia, rifiuti totali  del dialogo  in casa (come nel film “Le chat “; Jean Gabin che decide di comunicare con la moglie Simone Signoret, da un certo momento in poi,  solo attraverso foglietti); esclusioni  del coniuge da ogni contatto con gli altri;  accidie spropositate, infantilismi, meschinità sentimentali, glacialità alla Karenin,  monopolio di ogni chiave,  dedizione fanatica a hobby individuali  (calcio, speleologia, alpinismo),  trascuratezze igieniche,  anancasmi, regressioni,  eccessivi  attaccamenti alla famiglia di origine.