Danni - Generalità, varie -  Redazione P&D - 05/07/2017

Danni punitivi, l'attesa sentenza delle sezioni unite - Cass. civ. n. 16601/17

La prima sezione della Corte di cassazione, a seguito di ricorso avverso la decisione attraverso la quale si dichiaravano efficaci ed esecutive, nell’ordinamento italiano, tre sentenze pronunciate negli Stati Uniti d’America, aveva sollecitato un ripensamento in tema di riconoscimento delle sentenze straniere di condanna ai danni punitivi.

Nella pronuncia che si allega, le sezioni unite si sono espresse sulla questione posta alla loro attenzione con enunciazione di principio di diritto ai sensi dell’art. 363 co. 3 c.p.c. .

Previamente considerati il panorama normativo che si è andato componendo negli ultimi anni ed alcune pronunce giurisprudenziali, anche straniere, per un inquadramento del tema, è stato quindi enunciato il principio di diritto per cui:

Nel vigente ordinamento, alla responsabilità civile non è assegnato solo il compito di restaurare la sfera patrimoniale del soggetto che ha subito la lesione, poiché sono interne al sistema la funzione di deterrenza e quella sanzionatoria del responsabile civile.

Non è quindi ontologicamente incompatibile con l’ordinamento italiano l’istituto di origine statunitense dei risarcimenti punitivi. Il riconoscimento di una sentenza straniera che contenga una pronuncia di tal genere deve però corrispondere alla condizione che essa sia stata resa nell’ordinamento straniero su basi normative che garantiscano la tipicità delle ipotesi di condanna, la prevedibilità della stessa ed i limiti quantitativi, dovendosi avere riguardo, in sede di delibazione, unicamente agli effetti dell’atto straniero e alla loro compatibilità con l’ordine pubblico.