Responsabilità civile - Responsabilità civile -  Emanuela Foligno - 17/11/2020

Danno biologico permanente e decesso per altra causa: incongrui i criteri tabellari del danno da premorienza

Nell’esaminare la richiesta di risarcimento danni avanzata dagli eredi di un pedone rimasto vittima di un sinistro stradale durante l’attraversamento della strada, il Tribunale di Milano, con la complessa sentenza qui commentata, ha dichiarato l’indipendenza delle cause del decesso di quest’ultimo dal fatto del sinistro.

In particolare, il Tribunale di Milano (Sentenza del 26 giugno 2020, Giudice Dott.ssa Gentile), preso atto che al  danno biologico permanente patito dalla vittima è seguita la morte per altre cause, si coniuga ai principi della Suprema Corte che statuiscono: “il risarcimento deve essere sì congruo ed esaustivo di tutto il pregiudizio dedotto e provato, ma anche evitando indebite locupletazioni; nel caso in cui la vittima sia deceduta per altre cause, l’importo spettante agli eredi per biologico permanente del danneggiato  non può coincidere con l’importo previsto dalle Tabelle milanesi del danno biologico, ma deve essere ridotto e adeguatamente commisurato alla vita effettivamente vissuta dal danneggiato con le menomazioni, tenendo in debito conto che, nel periodo immediatamente successivo alla stabilizzazione dei postumi, la sofferenza della vittima è stata presumibilmente maggiore a causa della penosità di doversi adeguare alle menomazioni e alle peggiorate condizioni di vita”.

Il Tribunale ha osservato che il parametro corretto da utilizzare  è quello delle Tabelle milanesi, in luogo di quelle romane invocate dagli attori. 

Nell’ultima edizione delle Tabelle (2018) sono indicati i criteri orientativi per la liquidazione del danno definito da premorienza e gli importi ivi previsti sono stati elaborati  “sulla media degli importi liquidati nelle Tabelle del danno biologico per ciascuna percentuale di invalidità e prevedono un rilevante incremento della liquidazione nei primi anni vissuti dalla vittima dopo la stabilizzazione dei postumi (raddoppio il primo anno, e aumento del 50% per il secondo anno) ed un aumento costante nei successivi anni”.

Il Giudice, quindi, ha utilizzato gli indicati criteri per potere pervenire all’adeguata liquidazione equitativa del danno biologico definito da premorienza oggetto dell’azione ed ha motivato che si tratta “di criteri coerenti con i principi espressi dal Corte di legittimità, sia perché gli importi proposti dai citati criteri orientativi sono stati calcolati sulla base degli importi previsti per il danno biologico e sono dunque in linea –anche dal punto di vista monetario- con gli importi indicati dalle Tabelle del danno biologico”.

Ed inoltre viene specificato che le Tabelle utilizzate prendono anche in considerazione  quel dato di comune esperienza per cui un danneggiato anziano ha anni di vita residua attesi inferiori di un danneggiato più giovane applicando un demoltiplicatore convenzionalmente determinato in 0.50% per biennio.