Danni - Danni non patrimoniali, disciplina -  Antonello Negro - 14/12/2017

Danno da uccisione del congiunto anche in favore dei nipoti non conviventi – Cass. 29332/2017

Il caso oggetto della pronuncia della Corte di Cassazione riguarda il decesso di un uomo (padre e nonno) avvenuto in conseguenza di un sinistro stradale.

Nel primo grado del giudizio, venivano accolte le richieste risarcitorie dei famigliari più stretti e del nipote convivente con il de cuius, mentre veniva negato il risarcimento chiesto dai nipoti non conviventi con quest’ultimo.

La Corte di Appello confermava la sentenza di primo grado.

Tra i diversi motivi di ricorso per Cassazione vi erano le doglianze dei nipoti non conviventi per i quali il rapporto tra nonno e nipote deve essere riconosciuto come legame che legittima il risarcimento per la perdita familiare a prescindere dalla convivenza.

La Suprema Corte ha ritenuto il motivo fondato ed ha affermato il principio per cui il rapporto tra nonni e nipoti non può essere necessariamente ancorato alla convivenza per essere ritenuto giuridicamente qualificato e rilevante.

Se è pur vero che il rapporto di convivenza può costituire un elemento probatorio utile a dimostrare l'ampiezza e la profondità della relazione familiare – ha aggiunto la Cassazione – è altresì vero che non è condivisibile una limitazione della società naturale (cui fa riferimento l'art. 29 Cost.) all'ambito ristretto della sola famiglia nucleare.

Il principio affermato è, dunque, quello per cui il legame parentale fra nonno e nipote consente di presumere - anche in difetto di un rapporto di convivenza - che sussista un pregiudizio non patrimoniale in conseguenza della morte del primo per la perdita della relazione con una figura di riferimento e dei correlati rapporti di affetto e di solidarietà familiare.

Resta ferma la necessità di considerare e valutare l'effettività e la consistenza della relazione parentale ai fini della liquidazione del danno.