Interessi protetti - Interessi protetti -  Redazione P&D - 08/10/2019

Danno e risarcimento da responsabilità di medici e strutture sanitarie nella Legge 8 marzo 2017, n. 24: il garante per il diritto alla salute - RM

La circostanza che la nuova normativa vada ad incidere su sedimentata, pluridecennale, giurisprudenza e dottrina, consiglia di analizzare in primis il recente dettato normativo, che andrà, successivamente, confrontato con i principi generali e con i canoni costituzionali vigenti - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, il trattato "Responsabilità contrattuale e danni risarcibili", Riccardo Mazzon, Giuffré 2019 -.

A tal proposito, l’articolo 1 della legge in esame, rubricato “Sicurezza delle cure in sanità”, ricorda come la sicurezza delle cure sia parte costitutiva del diritto alla salute e sia perseguita nell'interesse dell'individuo e della collettività: essa si realizza anche mediante (1) l'insieme di tutte le attività finalizzate alla prevenzione e alla gestione del rischio connesso all'erogazione di prestazioni sanitarie e (2) l'utilizzo appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche e organizzative; naturalmente, alle attività di prevenzione del rischio, messe in atto dalle strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, è tenuto a concorrere tutto il personale, compresi i liberi professionisti che vi operano in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale.

La normativa regola anche: all’art 14 l’istituzione e il funzionamento di un fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria; all’art. 15 la nomina dei consulenti tecnici d'ufficio e dei periti nei giudizi di responsabilità sanitaria; all’art. 16 le modifiche alla legge 28 dicembre 2015, n. 208, in materia di responsabilità professionale del personale sanitario; all’art. 17 la clausola di salvaguardia relativa alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano;  all’art. 18 la clausola di invarianza finanziaria.

Il principio della prevenzione del rischio è senz’altro già sancito dall’articolo 32 della Costituzione e, naturalmente, l’averlo sin da subito enunciato non rende la normativa in esame immune da eventuali giudizi d’incostituzionalità; i buoni propositi enunciati dal legislatore – sinceri o meno ch’essi siano -, in altri termini, non esonerano il legislatore medesimo dal calibrare anche i precetti che all’enunciazione seguono in senso costituzionalmente orientato (soprattutto avuto riguardo agli effetti concreti che ai dettati normativi predetti conseguono).

L’articolo 2 della legge qui in esame consente, innanzitutto, che le regioni (e le province autonome di Trento e di Bolzano) possano affidare all'ufficio del Difensore civico la funzione di garante per il diritto alla salute e disciplinarne la struttura organizzativa e il supporto tecnico: il suddetto Difensore civico, nella sua funzione di garante per il diritto alla salute, può essere adito gratuitamente da ciascun soggetto destinatario di prestazioni sanitarie, direttamente o mediante un proprio delegato, per la segnalazione di disfunzioni del sistema dell'assistenza sanitaria e sociosanitaria; egli acquisisce, anche digitalmente, gli atti relativi alla segnalazione pervenuta e, qualora abbia verificato la fondatezza della segnalazione, interviene a tutela del diritto leso con i poteri e le modalità stabiliti dalla legislazione regionale.

Rubricato “Attribuzione della funzione di garante per il diritto alla salute al Difensore civico regionale o provinciale e istituzione dei Centri regionali per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente”, esso dispone che in ogni regione sia istituito, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, il Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, che raccoglie dalle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private i dati regionali sui rischi ed eventi avversi e sul contenzioso e li trasmette annualmente, mediante procedura telematica unificata a livello nazionale, all'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, di cui all'articolo 3 della legge qui in esame; esso, inoltre, aggiunge all'articolo 1, comma 539, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, in fine, la seguente lettera: «d-bis) predisposizione di una relazione annuale consuntiva sugli eventi avversi verificatisi all'interno della struttura, sulle cause che hanno prodotto l'evento avverso e sulle conseguenti iniziative messe in atto. Detta relazione è pubblicata nel sito internet della struttura sanitaria».

Quanto all’articolo 3 della legge de qua, esso dispone che, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge medesima, con decreto del Ministro della salute (si veda, oggi, il D.M. 29 settembre 2017), previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, venga istituito, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, presso l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), l'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità (di seguito denominato «Osservatorio»), il quale: (1) acquisisce, dai Centri per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, di cui all'articolo 2, i dati regionali relativi ai rischi ed eventi avversi nonché alle cause, all'entità, alla frequenza e all'onere finanziario del contenzioso; (2) anche mediante la predisposizione, con l'ausilio delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie di cui all'articolo 5 stessa legge, di linee di indirizzo, individua idonee misure per la prevenzione e la gestione del rischio sanitario e il monitoraggio delle buone pratiche per la sicurezza delle cure nonché per la formazione e l'aggiornamento del personale esercente le professioni sanitarie; il Ministro della salute trasmette annualmente alle Camere una relazione sull'attività svolta dall'Osservatorio, il quale ultimo, nell'esercizio delle sue funzioni, si avvale anche del Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità (SIMES), istituito con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 11 dicembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 12 gennaio 2010.