Danni - Danno esistenziale -  Paolo Cendon - 01/08/2020

Danno psichico e danno esistenziale

Tenuta presente, almeno in linea di principio, pur con tutte le semplificazioni che ciò implica,  l’opportunità di assumere, del danno psichico, una nozione corrispondente a quella di “lesione della salute mentale” - una lettura cioè in chiave patologica, di malattia; comunque di evento in senso stretto - le differenze rispetto al danno esistenziale si lasciano cogliere sotto più punti di vista.

 

Nel danno psichico il fuoco risulta posto sulla lesione della salute, per se stessa considerata; in quello esistenziale no. Il primo si colloca nell’area formale dell’evento, cioè di una modificazione oggettiva del mondo naturale; il secondo in quella delle conseguenze operative, dinamiche, colte nella vita di ogni giorno.

 

Il rapporto d’influenza fra i due termini sarà immaginabile, allora, in entrambi i sensi; anche se quello di una follia che genera ripercussioni esistenziali corrisponde - occorre dire – a un modello pressoché senza eccezioni nella prassi: mentre più inconsueta si annuncia (non impossibile tuttavia) l’eventualità di un’alterazione del quotidiano, causata da non importa quale illecito, tanto intensa e duratura da avvolgere, a un certo punto, la vittima entro le spire del turbamento mentale (e s’intende come i problemi eziologici si porranno, qui, con particolare acutezza).