Persona, diritti personalità - Persona, diritti personalità -  Annalisa Rabitti - 06/03/2018

Diritto alla Bellezza

La fragilità si intreccia quotidianamente ed inevitabilmente al concetto di diritto. 

Vita, salute, lavoro sono solo alcune delle parole che evocano questa indissolubile relazione, che spesso  si configura e concretizza in luoghi di servizio pubblico e privato. Se si acquisisce la rappresentazione di “diritto” come ripartizione di opportunità, che a queste si rifà e di queste vive, si può facilmente capire come per una persona fragile parlare di diritto, e quindi di opportunità, voglia dire parlare di servizi, di reti, di orientamento, di accesso.

Fra una persona fragile e un’opportunità quasi sempre esiste una infrastruttura, che teoricamente ne tutela e accompagna il percorso, che garantisce che quell’opportunità ci sia e sia realmente accessibile.

In un mondo perfetto.

Qualche sera fa, in Polveriera, a Reggio Emilia, si è parlato di salute come di una parola sequestrata, un diritto ostaggio della sanità, delle medicine, di specialisti e diagnosi, quasi non fosse un fatto umano prima che scientifico.

Salute è una opportunità quotidiana, fatta di centinaia di gesti. 

Ma se sei fragile è il centro di salute mentale, è l’ospedale, è la neuropsichiatria infantile, è infrastruttura. 

Il rischio che l’infrastruttura diventi il carceriere della salute è molto forte. 

Il rischio che le infrastrutture dell’accesso al diritto ne diventino i sequestratori è per una persona fragile la realtà quotidiana.

Quando parleremo, finalmente, di diritto alla bellezza, ricordiamoci che ci saranno infrastrutture a tutelarlo, ci saranno persone, procedure, moduli, luoghi, servizi. 

Ricordiamoci di non sequestrare la bellezza.

 Beniamino Ferroni, presidente Winner Mestieri Emilia Romagna