Famiglia, relazioni affettive - Legami sentimentali -  Andrea Castiglioni - 10/10/2018

Diritto di visita ai nipoti non solo del nonno biologico, ma anche del compagno - Cass. 19780/2018

Il caso: i genitori di figli minorenni impedivano, o comunque rendevano difficoltosa, la visita dei nonni con i nipoti. Questi adivano l’autorità giudiziaria – il Tribunale dei Minorenni – poiché una simile condotta contrasta con il principio vigente nel nostro ordinamento (art. 317 bis c.c.), secondo il quale gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni.

La Corte precisa che la norma non deve essere interpretata in senso rigorosamente tecnico, quindi legittimato non deve essere solo il “nonno” come parente legato da linea diretta di sangue. Anche il coniuge del nonno, o il convivente more uxorio, è legittimato.

Alla luce della giurisprudenza eurounitaria (Corte di Giustizia) ed internazionale (Corte EDU), al centro deve porsi non già l’ascendente, ma il minore, il cui interesse deve essere tutelato in via prioritaria. Per la sua crescita e il suo sviluppo egli necessita di vivere rapporti costanti anche con i nonni, a prescindere dal fatto che il nonno in questione sia legato da vincolo di parentela diretta o sia il compagno acquisito.

La giurisprudenza CEDU interpreta la Convenzione nel seguente modo: gli Stati devono approntare un “arsenale giuridico” tale da consentire la piena tutela del diritti del minore ad avere rapporti significativi con tutto il suo nucleo famigliare.

Il principio di diritto è il seguente. “il diritto degli ascendenti, azionabile anche in giudizio, di instaurare e mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni, previsto dall'articolo 317 bis c.c., cui corrisponde lo speculare diritto del minore di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti, ai sensi dell'articolo 315 bis c.c., non va riconosciuto ai soli soggetti legati al minore da un rapporto di parentela in linea retta ascendente, ma anche ad ogni altra persona che affianchi il nonno biologico del minore, sia esso il coniuge o il convivente di fatto, e che si sia dimostrato idoneo ad instaurare con il minore medesimo una relazione affettiva stabile, dalla quale quest'ultimo possa trarre un beneficio sul piano della sua formazione e del suo equilibrio psicofisico".