Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Riccardo Mazzon - 11/09/2020

Distanze, confini e rapporti di vicinato: quando non si applica l'art. 887 c.c. (spese relative al muro di confine) ai fondi cosiddetti “a dislivello”

 In tema di limitazioni legali della proprietà di fondi cosiddetti “a dislivello”, la disciplina prevista dall'art. 887 c.c., in tema di regime delle spese relative al muro di confine - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, la terza edizione del trattato Riccardo Mazzon, "Rapporti di vicinato", Cedam 2018 -, non trova applicazione:

  • nel caso di fondo rustico, ove opera il principio del neminem laedere, a carico vuoi del proprietario del fondo soprastante (ma solo nel caso di concreto pericolo di franamenti o smottamenti verso il fondo inferiore: con la conseguenza che egli deve rispondere, dei danni derivati a tale fondo, per non aver provveduto tempestivamente ed efficacemente a tale costruzione o per aver trascurato di mantenere in efficienza il muro preesistente), vuoi di quello sottostante, nel caso quest’ultimo abbia effettuato scavi o sbancamenti, i quali abbiano reso indispensabile il muro di sostegno, che senza quelle opere non sarebbe stato necessario;
  • quando la creazione di un dislivello “ex novo” (ovvero l'aumento dell'originario dislivello naturale) sia opera del proprietario del fondo superiore, incombendo su quest'ultimo, in tal caso, l'onere della realizzazione e manutenzione del muro di sostegno della scarpata da lui stesso creata (o resa maggiormente soggetta a smottamenti);
  • quando il muro sia stato costruito dal solo proprietario del fondo inferiore, di propria iniziativa, allo scopo di realizzare una struttura necessaria - o anche solo utile - per il proprio fondo: nel qual caso resta a suo carico, con l'onere della costruzione, anche quello della manutenzione del muro;
  • quando, a norma dell'art. 872, comma 2, e 873 c.c., la violazione delle norme locali (ad esempio: regolamenti edilizi comunali) integrative del codice civile, in materia di distanze tra le costruzioni, abilita la parte interessata a richiedere e ottenere la riduzione e l'arretramento della costruzione: ad esempio, quando è violata la norma di un piano regolatore comunale che, in maniera assoluta e inderogabile, prescriva una certa distanza delle costruzioni dal confine;
  • quando si tratti di immobili appartenenti al demanio; naturalmente, al fine di ritenere inapplicabile la disciplina privatistica di cui all'art. 887 c.c., con riguardo alla conservazione e riparazione di un muro fra fondi a dislivello, non è – ad esempio - sufficiente la mera rilevanza storica del muro medesimo, unitamente alla sua appartenenza al comune, atteso che, ove manchi la prescritta dichiarazione o il riconoscimento, l'immobile deve considerarsi compreso non nel demanio (accidentale), ma nel patrimonio disponibile dell'ente territoriale e, come tale, soggetto alla disciplina privatistica;
  • quando risulti applicabile la norma contenuta nell'art. 30 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, la quale prevede che, se la funzione delle opere di sostegno consiste nella stabilità o conservazione delle strade, è tenuto alle opere manutentive e di riparazione l'ente proprietario della strada, mentre se lo scopo è unicamente quello di difesa e sostegno dei fondi adiacenti, soggetto obbligato è il proprietario del fondo stesso: la norma ha, infatti, natura speciale, rispetto a quella di cui all'art. 887 c.c.;
  • qualora il muro sia stato costruito esclusivamente sul suolo di uno dei due fondi, superiore o inferiore, nel qual caso sussiste la proprietà esclusiva del muro in capo al proprietario del relativo fondo (e l’unico proprietario, ovviamente, risponde, ex art. 2053 c.c., dei danni cagionati dalla sua rovina).

Relativamente a quest’ultima fattispecie, nel caso in cui l'esigenza di rifacimento di un muro di recinzione posto tra due fondi a dislivello, di proprietà esclusiva di uno solo dei confinanti per essere interamente compreso sul suo fondo, sia determinata da condotte concorrenti di entrambi i proprietari, le relative spese di ricostruzione e consolidamento vanno poste a carico degli stessi in relazione alle rispettive responsabilità per il mutamento dello stato dei luoghi, ai sensi degli artt. 2043 e 1227 c.c..