Interessi protetti - Interessi protetti -  Michele Delrio - 14/12/2017

E' legge il "Biotestamento", la nuova normativa sul fine vita

Il Senato ha definitivamente approvato il ddl sul c.d.  “biotestamento”, consegnando al Paese una legge che vada a disciplinare il complicato iter del paziente rispetto ai trattamenti sanitari finali: 8 semplici articoli che cercano di colmare il gap legislativo di cui soffriva il nostro Paese.

Respinti migliaia di emendamenti, con 180 sì, 71 no e 6 astenuti, il provvedimento, già licenziato dalla Camera lo scorso 20 aprile, è divenuto legge.

Qua riassunti i principali punti del ddl 2801, che si allega.

 

Articolo 1 “Consenso informato”

Ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefìci e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonché riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell’eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell’accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi”.

Sancisce la condivisione delle scelte terapeutiche laddove  il paziente è cosciente e può liberamente esprimere la propria volontà.

Ogni cura, ed il suo conseguente rifiuto, è subordinata al consenso informato e scritto del paziente.
Il paziente debitamente informato delle conseguenze delle proprie scelte ha il diritto di rifiutare qualunque trattamento sanitario, anche quelli che garantiscono la sopravvivenza.

Chiave in questo senso è il comma 6 laddove prevede che “Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali; a fronte di tali richieste, il medico non ha obblighi professionali

 

Articolo 2 “Terapia del dolore, divieto di ostinazione irragionevole nelle cure e dignità nella fase finale della vita”

Il sollievo dalle sofferenze, una vera  e propria terapia del dolore, il divieto di accanimento terapeutico.

“Nei casi di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente”.

 

 

Articolo 3 "Minori ed incapaci"

Per il minore dispongono gli esercenti la responsabilità genitoriale, anche se deve essere comunque ascoltato: la sua opinione conta in misura direttamente proporzionale al grado di maturità e all’età. Per l’interdetto decide sempre il tutore; l’inabilitato, invece, decide per sé stesso; per coloro che fruiscono dell’amministratore di sostegno: se il tutore o l’amministratore di sostegno rifiutano le cure ma i medici le ritengono necessarie o adeguate, decide il Giudice Tutelare “su ricorso del rappresentante legale della persona interessata o dei soggetti di cui agli articoli 406 e seguenti del codice civile o del medico o del rappresentante legale della struttura sanitaria” .

 

Articolo 4 "Disposizioni anticipate di trattamento"


Cuore del provvedimento sono le Disposizioni Anticipate di Trattamento (c.d. DAT), con le quali il paziente “ può esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali”. Le Dat, in forma scritta, gratuite e sempre revocabili, risultano inoltre vincolanti per il medico che «in conseguenza di ciò è esente da responsabilità civile o penale”, tranne quando “palesemente incongrue” rispetto alla situazione clinica del malato o siano sopraggiunte terapie - non prevedibili al momento di compilazione delle DAT - tali da offrire “concrete possibilità di miglioramento della vita” del malato.
Ogni soggetto maggiorenne può stabilire, per il periodo in cui sarà incapace di intendere o volere o non potrà esprimersi, a quali cure e accertamenti sottoporsi, nominando un fiduciario, cioè un soggetto che lo rappresenti nella relazione con il medico e lo sostituisca nelle decisioni. In  questi casi il medico può decidere di non rispettare le DAT se c’è il consenso del fiduciario; in caso di conflitto tra medico e fiduciario decide il Giudice.
Le DAT, infine, possono essere sottoscritte davanti a un Notaio oppure essere consegnate personalmente all’Ufficiale di Stato civile del comune di residenza che le annota in un apposito registro.