Persona, diritti personalità - Autodeterminazione -  Valeria Cianciolo - 20/03/2016

E' possibile la cremazione in Italia? - Valeria Cianciolo

Prima di morire il cantante britannico David Bowie  avrebbe chiesto che le sue ceneri fossero disperse a Bali, in Indonesia secondo un rituale buddista.

Ed in Italia possiamo essere cremati?

Si. Chiunque decida di farsi cremare una  volta deceduto, deve manifestare "in modo inequivocabile" la sua volontà. E si può farlo in diversi modi:

– Dichiarazione scritta: deve essere redatta su carta semplice, datata e firmata. Va consegnata a una persona di fiducia (ma occorre comunque un notaio che autentichi il tutto). Anche in questo caso la dichiarazione va presentata al Servizio Cimiteri. 

Dichiarazione verbale fatta ai parenti: quando sopraggiunge il decesso, sarà il coniuge o i parenti a comunicare al Servizio Cimiteri la volontà del defunto. In caso di più parenti, la dichiarazione deve essere unanime.

– Atto notarile: indipendentemente dall"avere o meno redatto un testamento, ci si deve rivolgere a un notaio che autentica la volontà di essere cremati. L"atto dovrà poi essere esibito al Servizio Cimiteri.

Ecco un esempio di che cosa scrivere nel caso di un atto da depositare a un notaio:

Il sottoscritto ….., nato il …., a ……, e residente a ….., via ……, cittadino italiano, con il presente atto esprime la propria volontà di essere cremato.

……….. (città dove viene scritto il documento), lì ……. (data).

Deve seguire la firma

Il tutto va scritto a mano, non sono ammessi documenti scritti a computer. Volendo, si può anche, nel medesimo atto, nominare un esecutore testamentario in questo modo:

" Il sottoscritto….. nomina quale proprio esecutore testamentario per questo, ..il signor… nato il…, a…., residente a….."

……….. (città dove viene scritto il documento), lì ……. (data).

Deve seguire la firma

Recentemente, il Tribunale di Torino con una sentenza pronunciata dalla Sez. II, del 29.09.2015  è tornata sull"argomento della cremazione e delle volontà testamentarie espresse dal defunto ed ha precisato che "la cremazione di ciascun cadavere deve essere autorizzata dal sindaco sulla base della volontà testamentaria espressa in tal senso dal defunto. In mancanza di disposizione testamentaria, la volontà deve essere manifestata dal coniuge e, in difetto, dal parente più prossimo individuato secondo gli articoli 74 e seguenti del codice civile e, nel caso di concorrenza di più parenti nello stesso grado, da tutti gli stessi".

Sul punto, ci sarebbe da dire, perché il sostantivo «familiare» è assente da Costituzione e codice civile, e non risulta corretto sovrapporre i termini – e i concetti – di «familiare» e di «parente» ex artt. 74-77 cod. civ. come fa il giudice torinese. È proprio da questa pretesa «imprecisione del termine "familiare", (...) la cui definizione [sarebbe allora] affidata all"esegesi del Giudice», che bisogna muovere per giungere a un"interpretazione «estensiva e costituzionalmente orientata» del termine «familiare», comprendente anche il convivente more uxorio. Ed una volta ritenuto che il convivente more uxorio ha diritto a vedersi affidate le ceneri del partner, tale diritto va riconosciuto pure alle coppie del medesimo sesso. Lo scoglio ermeneutico in effetti era rappresentato dalla estensione del diritto al convivente tout court; superato l"ostacolo, non si vede quale principio – specie nella materia dell"affidamento delle ceneri – dovrebbe impedire di applicare la disciplina a tutti i conviventi, anche a quelli omosessuali.

Ma in Italia è possibile la dispersione delle ceneri?

La Legge 30 marzo 2001, n. 130, "Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri" e le successive Leggi Regionali emanate sulla materia regolano, fra altri aspetti, anche la dispersione e l"affido familiare delle ceneri.

Per quanto riguarda il luogo in cui si desidera disperdere le ceneri del defunto, ci si deve attenere a queste indicazioni: Cinerario comune, area cimiteriale appositamente sottoscritta, in montagna a distanza di oltre 200 metri da centri abitati, in mare ad oltre mezzo miglio dalla costa, nei laghi ad oltre 100 metri dalla riva, nei fiumi a patto che non siamo presenti manufatti di alcun tipo, in aree private aperte e con il consenso del proprietario.

La persona autorizzata alla dispersione delle ceneri dev'essere indicata dietro espressa volontà del defunto.  In caso non fosse stato citato nessuno, è possibile scegliere tra le seguenti figure: coniuge, figli, famigliari stretti, esecutore testamentario, personale autorizzato dal comune presso il quale si è svolto il rito funebre, legale rappresentante del defunto. Ed aggiungo: anche il convivente per le considerazioni sopra fatte.

Infine. Per chi lo desiderasse, si può conservare l"urna cineraria anche in casa.

Ma non vorrei fare del macabro sarcasmo: mi ricorda una puntata di Sentieri, la soap opera di qualche anno fa, dove il "caro estinto finiva dentro la scopa elettrica".

Al di là della soap opera, si tratta di una cosa molto delicata: periodicamente viene un messo comunale per pesare l"urna e verificare la regolare tenuta della stessa.

La Chiesa Cattolica ammette la cremazione, ma con le dovute cautele.

Secondo l"Arcivescovo di Torino, le richieste di dispersioni nel Roseto del cimitero Monumentale sono significative. Circa 600 all"anno su un totale di 4 mila cremazioni. E bisogna aggiungere quattrocento richieste di affido a casa e dispersioni fuori dal camposanto.

Per il presule la morte è anche una rottura: «La si deve accettare, non si può tenere il proprio caro in casa, come una cosa che continua ad appartenerti… La conservazione delle ceneri fra le mura domestiche privatizza una memoria che, soprattutto per i cristiani, è eloquente e pubblico richiamo alla precarietà di questa vita e al mistero dell"aldilà. Non possiamo poi nasconderci che questa "presenza" nelle case private potrebbe, con il tempo, diventare imbarazzante per gli eredi».»

In tal caso, l'affidamento ai congiunti dell'urna cineraria del defunto per la sua conservazione negli edifici è consentita, sia per volontà espressa in vita del defunto che manifestata successivamente dagli aventi titolo secondo le indicazioni del codice civile ed autorizzata dall'Ufficiale di Stato Civile del Comune di decesso e/o di sepoltura.

Ma non è finita: siamo in Italia! E si assiste ad un paradosso tutto all"italiana… la mancanza in Italia di una legge unica e univoca su tutta la materia funeraria genera delle eccentricità legislative perché ogni Regione si è organizzata a modo suo, spesso in contraddizione con le altre.

La riforma del Titolo V della Costituzione dà alle Regioni la possibilità di legiferare in materia di Polizia Mortuaria, e alcune lo hanno fatto.

La prima è stata la Regione Lombardia con la sua legge regionale n. 22/2003 sui problemi cimiteriali.

E così dal 14 febbraio 2004, in Lombardia, è possibile disperdere le ceneri in natura, oppure affidarle a un parente per la conservazione al proprio domicilio. Ma  la Lombardia, pur avendo recepito appieno nel proprio ordinamento di polizia mortuaria tutti gli istituti logici corollari della cremazione, come, appunto, affidamento e dispersione delle ceneri vieta l"inumazione delle urne.

Quindi, se l"inumazione è il naturale trattamento per i cadaveri, ciò non vale per le ceneri.

Il seppellimento in terra delle ceneri del proprio corpo, laddove sia legale, comporta una espressa manifestazione di un preciso ed inequivocabile volere del de cuius alla dispersione delle ceneri previo loro interramento.

L'esempio lombardo è stato seguito da alcune altre regioni, le quali hanno pure provveduto a legiferare, rendendo le diverse normative regionali sempre più dissimili l'una dall'altra.

Questo in teoria.

Le norme relative alla dispersione delle ceneri hanno una valenza regionale, mentre quelle della conservazione sono a carattere comunale (ogni comune decide come vuole). Quindi, nel caso di un funerale che debba svolgersi al di fuori della Regione dove è avvenuto il decesso, comincia un percorso assurdo.

Facciamo un esempio. Una persona muore in una città del Sud (per esempio la Calabria) dove non esistono leggi sulla dispersione delle ceneri, pertanto ci si deve riferire alla normativa nazionale che prevede esclusivamente o la tumulazione o la dispersione delle ceneri in un cinerario comune e i parenti del defunto sono per esempio di Reggio Emilia e chiedono la cremazione del corpo e la dispersione delle ceneri in un bosco: a Reggio Emilia si può.

Il problema è la città calabra che non può autorizzare i parenti perché appunto non possiede una legge analoga.

Che fatica!!