Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 06/03/2018

E’ vietato il passaggio di personale dalle società partecipate all’ente pubblico – Corte Cost. 40/18

Confermando un principio già affermato dalla giurisprudenza contabile, la Corte costituzionale, con la sentenza 2 marzo 2018, n. 40, dichiarando costituzionalmente illegittimo l’art. 6, comma 8, l.r. Sardegna n. 2/2007, ha ribadito che il concorso rappresenta la forma generale ed ordinaria di reclutamento per le amministrazioni pubbliche, quale strumento per assicurare efficienza, buon andamento ed imparzialità.

Il trasferimento da una società partecipata dalla Regione alla Regione stessa o ad altro soggetto pubblico regionale si risolverebbe in un privilegio indebito per i soggetti beneficiari di un siffatto meccanismo, in violazione degli artt. 3, 51 e 97 Cost.: il concorso deve consentire ai cittadini di accedere ai pubblici uffici in condizioni di eguaglianza.

 La disposizione censurata consentirebbe infatti l'accesso dei dipendenti di due società private nei ruoli regionali, senza alcuna forma di selezione, neppure a concorsualità "attenuata", e senza stabilire alcuna condizione in ordine alle modalità di assunzione di tali dipendenti. La facoltà del legislatore di introdurre deroghe al principio del concorso pubblico deve essere, a giudizio della Corte, delimitata in modo rigoroso, potendo tali deroghe essere considerate legittime solo quando siano funzionali esse stesse al buon andamento dell'amministrazione e ove ricorrano peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico idonee a giustificarle.

Conseguentemente, la Corte ha dichiarata costituzionalmente illegittima la previsione normativa regionale che permetteva il passaggio di dipendenti da soggetti privati ad enti pubblici, senza il previo esperimento di un concorso pubblico e senza indicare le ragioni giustificatrici della deroga. Nel caso di specie, la disposizione censurata:

-) non forniva indicazioni circa le condizioni di ammissibilità della deroga al principio del concorso pubblico;

-) riteneva irrilevante il modo in cui il personale delle due società private era stato reclutato;

-) non richiedeva specifiche modalità di inserimento nell'Agenzia regionale (ente presso cui era stato previsto il passaggio del personale);

-) non prevedeva alcun meccanismo di verifica dell'attività professionale svolta in precedenza, né stabiliva limiti percentuali all'assunzione in assenza di concorso;

-) non permetteva di ravvisare il contesto di carattere eccezionale, o addirittura emergenziale che avrebbe giustificato il passaggio del personale.

Ancora una volta, la delicata questione relativa al personale impiegato nelle società pubbliche partecipate/controllate dagli enti pubblici è stata risolta nel senso di non consentire passaggi o “travasi” automatici in ragione della posizione di controllo degli enti pubblici sulle società partecipate.