Giustizia civile - Parti del processo -  Mazzon Riccardo - 04/02/2015

EFFICACIA DEL GIUDICATO: QUANDO PARTE E' UN CONDOMINIO - Riccardo MAZZON

 quale l'efficacia del giudicato quando parte e' un condominio?

il giudicato, formatosi in un giudizio in cui sia stato parte l'amministratore di un condominio, fa stato anche nei confronti dei singoli condomini?

sì, fa stato anche nei confronti dei singoli condomini, pure se non intervenuti nel giudizio

Il giudicato, formatosi in un giudizio in cui sia stato parte l'amministratore di un condominio, fa stato anche nei confronti dei singoli condomini, pure se non intervenuti nel giudizio, atteso che

"il condominio è ente di gestione sfornito di personalità giuridica distinta da quella dei singoli condomini" (Cass., sez. II, 22 agosto 2002, n. 12343, GCM, 2002, 1557; conforme, sebbene non nominativamente indicati nella sentenza stessa: Trib. Roma, sez. IV, 9 agosto 2006; GM, 2007, 4, 1008; conforme Cass., sez. II, 14 dicembre 1982, n. 6866, GI, 1985, I, 1, 380; cfr., amplius, anche il volume "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013).

Conseguentemente, qualora abbia ottenuto sentenza definitiva di condanna al pagamento di una somma di denaro nei confronti del condominio, il creditore è carente di interesse ad agire contro il singolo condominio per il pagamento "pro quota" della medesima somma, disponendo già di un titolo esecutivo relativo all'intera somma, azionabile nei confronti del predetto condominio o dei singoli condomini, e verificandosi, in caso contrario, una

"inammissibile duplicazione di titoli esecutivi" (Cass., sez. II, 14 ottobre 2004, n. 20304, GCM, 2004, 10).

Peraltro, qualora l'amministratore di un condominio sia convenuto in giudizio per controversia riguardante porzioni di immobile appartenenti soltanto ad alcuni condomini, gli effetti della sentenza - pronunciata nei suoi confronti quale unico soggetto fornito, ai sensi dell'art. 1131 c.c., di rappresentanza processuale - rimangono ristretti ai condomini interessati, ma

"solo nei rapporti interni" (Trib. Roma, sez. V, 2 luglio 2009, n. 14530, www.dejure.it, 2010).