Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 20/03/2019

Enti del terzo settore e attività diverse – DM (in pubblicazione)

L’art. 6 CTS prevede che gli ETS possano svolgere attività diverse che risultino strumentali rispetto alle attività di interesse generale di cui all’art. 5. Questo è quanto dispone lo schema di decreto ministeriale in corso di pubblicazione.

Ai sensi dell’art. 2 del suddetto schema di decreto si considerano attività diverse, indipendentemente da loro oggetto, quelle esercitate dall’ETS in funzione della realizzazione, in via esclusiva, delle finalità individuate dalla Riforma del terzo settore, segnatamente, civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

L’art. 3 dello schema del d.m. in parola dispone – come peraltro già previsto nel d. lgs. n. 460/1997 in materia di ONLUS, che le attività diverse si considerano secondarie rispetto a quelle di interesse generale quando ricorrono una delle seguenti condizioni:

  1. I relativi ricavi non siano superiori al 30% delle entrate complessive dell’ETS;
  2. I relativi ricavi non siano superiori al 66% dei costi complessivi dell’ETS.

L’organo di amministrazione degli ETS dovrà avere cura di documentare il carattere secondario delle attività diverse, indicando il criterio sub a) ovvero sub b).

Preme evidenziare che ai fini del computo dei costi complessivi di cui sopra, il d.m. stabilisce che in essi rientrino anche:

-) i costi figurativi relativi all’impiego di volontari iscritti nell’apposito registro interno, calcolai attraverso l’applicazione, alle ore di attività di volontariato effettivamente prestate, della retribuzione oraria lorda prevista per la corrispondente qualifica dei CCNL;

-) le erogazioni gratuite di denaro e le cessioni o erogazioni gratuite di beni o servizi, per il loro valore normale;

-) la differenza tra il valore normale dei beni o servizi acquistati ai fini dello svolgimento dell’attività statutaria e il loro costo effettivo di acquisto.

Si noti che ai fini del computo delle percentuali sopra richiamate non devono considerarsi, né al numeratore né al denominatore del rapporto, i proventi e gli oneri del distacco del personale degli ETS presso enti terzi.

L’art. 4 dello schema di d.m. si occupa degli obblighi cui gli ETS sono tenuti e le sanzioni alle quali questi ultimi possono essere esposti in caso essi disattendano le disposizioni del decreto medesimo.

Per quanto riguarda gli obblighi, gli ETS che non rispettano i limiti sopra indicati devono, entro 30 giorni dalla data di approvazione del bilancio da parte del consiglio direttivo, un’apposita segnalazione all’Ufficio del RUNTS territorialmente competente, nonché, se del caso, alle reti associative e ai Centri di servizio per il volontariato. In questo caso, l’ETS, nell’esercizio finanziario successivo, è tenuto ad adottare un rapporto tra attività di interesse generale e attività diverse che, applicando il medesimo criterio di calcolo sopra citato, sia inferiore alla soglia massima per una percentuale almeno pari alla misura del superamento dei limiti nell’esercizio precedente.

Per quanto attiene alle sanzioni, sia in caso di omessa comunicazione sia in caso di mancato rispetto della percentuale appena descritta, il RUNTS territorialmente competete può procedere alla cancellazione dell’ETS inadempiente.

Infine, il d.m. dispone in ordine alle organizzazioni di volontariato: a queste ultime è concesso di svolgere attività di interesse generale verso proventi superiori al mero rimborso delle spese solo quali attività attività secondarie e strumentali.

Il d.m. in argomento completa la previsione contenuta nel CTS valorizzando a pieno la capacità di azione e di intervento degli ETS, i quali – coerentemente con l’impostazione della Riforma – risultano legittimati a perseguire le finalità di carattere solidaristico, civico e di utilità sociale attraverso una ampia gamma di attività. In questa prospettiva, in conformità ad un principio generale invalso nell’ordinamento giuridico, e ribadito dal d.m. in corso di pubblicazione, le attività diverse e secondarie devono sempre risultare funzionali e strumentali allo svolgimento (principale) delle attività di interesse generale, riconosciute come le uniche possibili per il conseguimento delle finalità sopra indicate.