Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 21/12/2018

Enti locali e qualificazione del servizio di teleriscaldamento – Tar Piemonte, 1274/18

Il Tar Piemonte, Sez. I, con la sentenza 27 novembre 2018 n. 1274, ha ribadito quanto segue:

-) il d.lgs 3 marzo 2011, n. 28, all'art. 1, lett. g) definisce il servizio di teleriscaldamento o teleraffrescamento come “la distribuzione di energia termica in forma di vapore, acqua calda o liquidi refrigerati, da una o più fonti di produzione verso una pluralità di edifici o siti tramite una rete, per il riscaldamento o il raffreddamento di spazi, per processi di lavorazione e per la fornitura di acqua calda sanitaria”;

-) il medesimo decreto legislativo, tuttavia, non qualifica giuridicamente tale servizio;

-) ai fini della qualificazione di un'attività come servizio pubblico locale o meno occorre prendere in considerazione l'art. 112 del d.lgs. n. 267 del 2000;

-) l’articolo in parola recita: “Gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali”;

-) si tratta di una indicazione molto ampia, “tale da includere qualsiasi attività svolta dal comune o dagli altri enti locali”;

-) la genericità della norma si spiega con la circostanza che gli enti locali, ed il comune in particolare, sono enti a fini generali dotati di autonomia organizzativa, amministrativa e finanziaria (art. 3 T.U.E.L.), nel senso che essi hanno la facoltà di determinare da sé i propri scopi e, in particolare, di decidere quali attività di produzione di beni ed attività;

-) le attività devono comunque essere rivolte a realizzare fini sociali ed a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità locale di riferimento (art. 112 T.U.E.L.).

Alla luce di quanto sopra espresso, i giudici amministrativi piemontesi hanno inteso richiamare la necessità, anzi la doverosità da parte degli enti locali di assumere una chiara ed inequivocabile opzione politico-amministrativa relativa alla presa in carico di un servizio, al fine di soddisfare in modo continuativo obiettive esigenze della comunità.

In ultima analisi, proprio perché il servizio di teleriscaldamento può genericamente ricondursi ai servizi pubblici locali "facoltativi" di cui all'art. 112 del D.lgs. n. 267/2000, l’ente locale deve avere cura di manifestare la propria volontà di assumere quel servizio quale servizio pubblico locale attraverso una “inequivoca scelta politico–amministrativa”.