Interessi protetti - Interessi protetti -  Riccardo Mazzon - 22/09/2017

Eredità beneficiata: come effettuare il pagamento dei creditori e dei legatari senza la c.d. procedura di liquidazione

L’erede può pagare i creditori e i legatari: (a) trascorso un mese dalla trascrizione prevista nell'articolo 484 c.c. o dall'annotazione, disposta nello stesso articolo, per il caso che l'inventario sia posteriore alla dichiarazione; (b) salvi i loro diritti di poziorità: si noti pertanto come, a differenza del debitore - che per adempiere alcune delle sue obbligazioni, al di fuori di procedure concorsuali o individuali, è libero di scegliere il creditore al quale eseguire il pagamento -, l’erede beneficiato deve rispettare l'ordine dei diritti di prelazione, a norma dell'art. 495 c.c., con la conseguenza che, restando la pretesa dei vari creditori alla soddisfazione delle loro ragioni limitata da quella concorrente dei creditori aventi un titolo poziore,

“l'inosservanza di quell'ordine comporta l'illegittimità del relativo pagamento” (Cass., sez. II, 23 febbraio 1985, n. 1627, GCM, 1985, fasc. 2);

(c) a misura che si presentano; (d) sempre che creditori o legatari non si oppongono (cfr. il paragrafo 4.8., capitolo quarto, del volume "MANUALE PRATICO PER LA SUCCESSIONE EREDITARIA", Riccardo MAZZON 2015); (e) sempre che egli non intenda promuovere la liquidazione a norma dell'articolo 503 c.c..

Naturalmente, così procedendo potrebbe esaurirsi l’asse ereditario senza che tutti i creditori restino soddisfatti; ebbene, in tal caso, nel caso cioè che, esaurito l'asse ereditario, esistano ancora creditori rimasti insoddisfatti, questi ultimi hanno soltanto diritto di regresso contro i legatari, ancorché di cosa determinata appartenente al testatore, nei limiti del valore del legato: tale diritto si prescrive in tre anni, che decorrono dal giorno dell'ultimo pagamento (salvo che il credito sia anteriormente prescritto).

Ecco, allora, che l'erede, nei confronti del quale sia stato formato un titolo esecutivo che lo condanni in qualità di erede beneficiato - e che sarà perciò tenuto al pagamento non oltre il valore dei beni a lui pervenuti (art. 490 comma 2 n. 2 c.c.) -, per potersi esonerare dal pagamento medesimo deve dimostrare - non che l'asse ereditario sia stato originariamente insufficiente a coprire la passività bensì - che lo stesso è rimasto

esaurito nel pagamento di creditori presentatisi in precedenza (Cass., sez. III, 10 novembre 1993, n. 11084, GCM, 1993, fasc. 11).

 L'erede ha l'obbligo di rendere conto della sua amministrazione ai creditori e ai legatari, i quali possono far anche assegnare un termine all'erede, entro il quale egli deve rendicontare.

A tal proposito, si rammenti come il rigetto, da parte del Tribunale in composizione monocratica, della richiesta di fissazione di un termine per il rendiconto può essere impugnato, sotto forma di reclamo, al competente collegio del Tribunale, mentre la successiva decisione di rigetto di quest'ultimo non è impugnabile con il rimedio straordinario del ricorso per cassazione ex art. 111 cost., poiché l'ordinanza -così emessa dall'organo collegiale - è inidonea (in quanto non destinata ad incidere su diritti soggettivi) a produrre effetti di diritto sostanziale, ed è altresì inidonea a passare in cosa giudicata, avendo la medesima natura (non decisoria) del provvedimento di volontaria giurisdizione, con conseguente facoltà, per l'interessato, di ricorrere nuovamente al giudice per chiedere un altro provvedimento di fissazione del termine (così Cass., sez. II, 9 maggio 2007, n. 10643, GCM, 2007)

Ulteriormente, l'erede non può essere costretto al pagamento con i propri beni se non quando è stato costituito in mora a presentare il conto e non ha ancora soddisfatto a questo obbligo; e dopo la liquidazione del conto, non può essere costretto al pagamento con i propri beni se non fino alla concorrenza delle somme di cui è debitore.