Interessi protetti - Interessi protetti -  Riccardo Mazzon - 28/11/2017

Eredità e beneficio d'inventario: opposizione a che l’erede esegua i pagamenti ai creditori ed ai legatari

In caso di accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, l'erede ha, in linea di principio, diritto a scegliere se valersi o meno della procedura di liquidazione individuale per la liquidazione dell'eredità; solo la tempestiva notifica dell'opposizione obbliga l'erede a non eseguire pagamento individuali, ma a provvedere alla liquidazione dell'eredità nell'interesse di tutti, secondo le modalità di cui agli art. 498-502 c.c. (Pret. Roma, 17 dicembre 1982, Temi romana, 1983, 140); infatti, entro un mese dalla trascrizione prevista nell'articolo 484 c.c. o dall'annotazione, disposta nello stesso articolo, per il caso che l'inventario sia posteriore alla dichiarazione – cfr. paragrafo 4.1., capitolo quarto, del volume "MANUALE PRATICO PER LA SUCCESSIONE EREDITARIA", Riccardo MAZZON 2015), creditori e legatari possono opporsi a che l’erede esegua i pagamenti ai creditori ed ai legatari, notificando apposita opposizione: in tal caso, l'erede non può eseguire pagamenti, ma deve provvedere alla liquidazione dell'eredità nell'interesse di tutti i creditori e legatari.

Per procedere alla c.d. liquidazione dell’eredità, l’erede deve, non oltre un mese dalla notificazione dell'opposizione, a mezzo di un notaio del luogo dell'aperta successione, invitare i creditori e i legatari a presentare, entro un termine stabilito dal notaio stesso e non inferiore a giorni trenta, le dichiarazioni di credito; l'invito dovrà essere spedito per raccomandata ai creditori e ai legatari dei quali sia noto il domicilio o la residenza e doveva, sino all’entrata in vigore dell'art. 311 della l. 24 novembre 2000, n. 340,  essere pubblicato nel foglio degli annunzi legali della provincia; peraltro, i fogli degli annunzi legali delle province sono stati aboliti dall'art. 311 della l. 24 novembre 2000, n. 340, con la decorrenza ivi indicata e, a successivo comma 3, il medesimo articolo stabilisce che, quando disposizioni vigenti prevedano la pubblicazione nel foglio annunzi legali come unica forma di pubblicità, la pubblicazione venga effettuata nella Gazzetta Ufficiale.

In argomento (e anche in caso di opposizione allo stato di graduazione dell'eredità beneficiata), la pubblicazione, ai sensi dell'art. 498 c.c., nella Gazzetta Ufficiale (già Foglio degli Annunzi Legali della Provincia), dell'invito a legatari e creditori a presentare le dichiarazioni di credito, assolve alla funzione di assicurare una forma di conoscenza legale da parte di tutti coloro che non siano stati raggiunti - per qualsiasi motivo - dall'invito individuale, anche ai fini della decorrenza del termine per la presentazione della dichiarazione di credito sicché, una volta scaduto detto termine, le dichiarazioni pervenute successivamente potranno soddisfarsi soltanto sull'eventuale residuo,

“a nulla rilevando il mancato invio di inviti individuali a creditori di cui si assuma essere stato noto il recapito” (Cass., sez. II, 19 ottobre 1994, n. 8527, GCM, 1994, 1245).

Oltretutto, anche in materia d'imposta di successione, l'erede che abbia accettato con beneficio d'inventario è, comunque, tenuto a corrispondere il tributo, ma in misura non superiore al valore dei beni a lui pervenuti, con la conseguenza che, ai fini della quantificazione del debito tributario, deve prima essere completata la procedura di formazione dell'inventario, con la definitività correlabile alla mancata opposizione, solo successivamente potendo quantificarsi l'imponibile e procedersi, quindi, alla liquidazione dell'imposta (Cass., sez. trib., 28 maggio 2008, n. 13906, GCM, 2008, 5, 820).

A tal proposito, solo con il rilascio dei beni ai creditori - ai sensi dell'art. 507 c.c. -  e la nomina da parte dell'autorità giudiziaria di un curatore, ai sensi dell'art. 508 c.c., gli eredi sono liberati dall'onere di curare sotto la propria responsabilità la liquidazione del patrimonio, anche se non sono privati della proprietà dei beni; in tal caso,

“i creditori possono presentare la loro dichiarazione di credito al curatore e il reclamo avverso lo stato di graduazione predisposto da quest'ultimo va proposto contro di lui, unico legittimato passivo fino a che gli eredi non siano rientrati nel possesso dei beni” (App. Milano, 12 marzo 2004, GI, 2004, 2319).

Quanto all’eventuale mancato inoltro della dichiarazione di credito, entro il termine per la sua pubblicazione, ai sensi dell'art. 498 c.c., esso non incide sulla proponibilità del reclamo contro lo stato di graduazione del credito (previsto dall'art. 501 c.c.), posto che questo è azionabile anche dal creditore che non abbia fatto pervenire al notaio la dichiarazione di credito (Trib. Lucca, 23 novembre 2002, AC, 2003, 416).

Si tenga conto, infine, di come il termine di un mese (decorrente dall'annotazione nel registro delle successioni della pretura e della data in cui è stato compiuto l'inventario), a disposizione dei creditori e dei legatari, per notificare - all'erede che abbia accettato con beneficio d'inventario - l'opposizione alla liquidazione individuale, non è considerato di decadenza, sicché è consentito proporre l'opposizione anche tardivamente, ma con effetti più limitati, poiché l'erede avrà l'onere, fermi restando i pagamenti effettuati, di attuare una forma di limitato concorso entro la cornice di una liquidazione individuale;

“se peraltro l'opposizione tardiva abbia luogo prima che l'erede abbia scelto la liquidazione individuale, può applicarsi analogicamente, ricorrendo la stessa "ratio", l'art. 498 c.c., che impone la liquidazione concorsuale” (Pret. Fiorenzuola Arda, 5 aprile 1984, DFP, 1984, 1084).