Pubblica amministrazione - Espropriazioni per pubblica utilità -  Giuseppe Spanò - 27/11/2018

Espropri: criteri indennità per terreni in ambito P.E.E.P. e P.I.P. - Cass. n. 29873/2018

La Cassazione si sofferma nuovamente sui criteri indennitari da utilizzare per i terreni espropriati inseriti nei piani P.E.E.P. e P.I.P.
Nella fattispecie sottoposta all'attenzione della Corte il Comune ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello che aveva liquidato l'indennità dovuta ai proprietari in relazione all'esproprio di terreni inseriti in un piano P.I.P. chiedendo la cassazione sul rilievo dell'errore di diritto in cui il decidente sarebbe incorso, liquidando l'indennità in base all'indice di fabbricabilità fondiario in luogo dell'indice di fabbricabilità territoriale.
La Corte di Cassazione ritiene fondato il motivo del ricorso e richiama il proprio consolidato orientamento con riguardo ai piani P.E.E.P., ma estensibile per analogia anche ai piani P.I.P.
In particolare si ribadisce che nella determinazione dell'indennità di espropriazione di un fondo edificabile in base al piano regolatore ed incluso in un piano per l'edilizia economica e popolare (P.E.E.P.), la valutazione delle possibilità legali ed effettive di edificazione va fatta tenendo presente che i volumi realizzabili non possono essere quantificati applicando senz'altro l'indice fondiario di edificabilità, il quale è riferito alle singole aree specificamente destinate alla edificazione privata dallo strumento urbanistico attuativo, ma, poiché ai fini dell'esercizio concreto dello ius aedificandi è necessario che l'area sia urbanizzata, occorre tener conto dell'incidenza degli spazi riservati (secondo le prescrizioni dello strumento urbanistico attuativo) ad infrastrutture e servizi di interesse generale; il che può anche essere espresso ricorrendo a indici medi di edificabilità riferiti all'intera zona omogenea.
Ne consegue che tutti i terreni espropriati in ambito P.E.E.P. percepiscono la stessa indennità, calcolata su una valutazione del fondo da formulare sulla potenzialità edificatoria media di tutto il comprensorio, vale a dire dietro applicazione di un indice di fabbricabilità (territoriale) che sia frutto del rapporto fra spazi destinati agli insediamenti residenziali e spazi liberi o, comunque, non suscettibili di edificazione per il privato, mentre l'indice fondiario trova piena applicazione ove l'area da valutare sia collocata in comprensorio già totalmente urbanizzato, per il quale, dunque, non è necessario lo strumento urbanistico attuativo, ancorché previsto dal piano regolatore generale (si veda anche Cass., Sez. I, 26/09/2016, n. 18841).