Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 14/10/2017

Farmacie: nessun obbligo per i comuni di aprirne di nuove in zone scarsamente popolate – Cons. St. 4629/17

Un comune decideva di aprire una nuova sede farmaceutica sulla base dei criteri stabiliti dal d.l. n. 1/2012.

Avverso la delibera di giunta, una farmacista privata presentava ricorso al Tar Veneto, atteso che, a suo giudizio, il comune avrebbe disatteso le finalità dell’intervento normativo, ossia garantire maggiore accessibilità del servizio farmaceutico. L’amministrazione comunale non avrebbe poi tenuto conto che la frazione in cui è stata individuata la nuova sede era già servita da altre farmacie e che il territorio comunale confinante con altro comune era già servita dalla farmacia della ricorrente.

Il Tar Veneto, con sentenza n. 90/2016, respingeva il ricorso, in sostanza evidenziando che la ricorrente “tenta di sostituire la valutazione discrezionale operata dal comune in merito alla localizzazione della nuova sede farmaceutica, con quella che meglio persegue gli interessi di parte ricorrente”.

La farmacista ha proposto appello contro la sentenza del giudice di prime cure e il Consiglio di Stato, Sez. III, con sentenza 4 ottobre 2017, n. 4629, lo ha respinto motivando come segue la propria decisione:

-) la c.d. liberalizzazione delle farmacie, operata attraverso il d.l. 1/2012, non ha inteso porre un obbligo in capo ai comuni di allocare le nuove farmacie con priorità alle zone scarsamente abitate:

-) il d.l. n. 1/2012 ha invece inteso realizzare l’obiettivo “di assicurare un’equa distribuzione sul territorio” e, solo in via aggiuntiva, ha introdotto il criterio aggiuntivo che occorre tenere “altresì conto dell’esigenza di garantire l’accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residente in aree scarsamente abitate”;

-) la delibera di giunta, alla luce di quanto sopra espresso, non risulta in contrasto con l’impianto normativo;

-) la localizzazione della nuova farmacia è caduta, in realtà, su un’area densamente popolata ed effettivamente sprovvista di una farmacia in zona e grazie alla presenza di collegamenti efficaci sembra idonea a soddisfare proprio l’esigenza di migliorare l’accesso al servizio farmaceutico anche nelle zone più scarsamente popolate del territorio comunale;

-) il comune, nel decidere l’allocazione di nuove sedi farmaceutiche, non può tenere conto di altre sedi presenti in comuni confinanti, ancorché tali farmacie potrebbero risultare serventi anche la popolazione del comune interessato all’apertura.