Deboli, svantaggiati  -  Redazione P&D  -  20/09/2021

Fascino delle terre vergini  

Non che venga letto attentamente Rousseau, dagli odierni studenti; grande ancor oggi il fascino di Jean Jacques però, delle sue parole d’ordine; affascina quell’invito a non arrendersi, sul piano sia privato che pubblico, sono in tanti a ravvisarvi qualcosa di fresco politicamente, di moderno.

 

Altri nomi, in quella lunghezza d’onda, echeggiano non di rado.             

 ROBINSON CRUSOE, con la sua determinazione a sopravvivere, il fortino notturno nell’isola, le capre selvatiche, il pappagallo parlante, la fede in Dio ritrovata, Venerdì che impara l’inglese, il ritorno in varie fasi a Lisbona.

 

HENRY MORTON STANLEY, coi suoi duemila portantini, che il 10 novembre 1871, a Ujiji, vicino al lago Tanganica, riesce finalmente a trovare il grande esploratore scozzese, a lungo ricercato ("Dr. Livingstone, I presume?").

 

GORDON PYM, l’eroe di Poe, sballottato da un orrore all’altro, fra episodi di cannibalismo, indigeni dai denti neri, cortine di vapore grigio, oceani coperti di cenere, misteriose figure avvolte in sudari.

 

CHINGACHGOOK, che in cima alla montagna da cui contempla l’infinito, dopo aver ucciso Magua, che gli ha appena sgozzato il figlio Uncas, dovrà riconoscere accanto a Nathan e a Cora di essere rimasto l’ultimo dei Mohicani.

 





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