Consumatori - Tutela giurisdizionale -  Paolo Basso - 18/05/2018

Ferrovie: è competente il Foro del Consumatore - Giudice di Pace di Biella, 8/5/2018

La vicenda in breve.
Un viaggiatore citava avanti al Giudice di Pace di Biella, luogo di sua residenza, la società di trasporto ferroviario lamentando il gravissimo ritardo subito da un treno a lunga percorrenza e domandando la risoluzione del contratto per inadempimento, la restituzione del costo del biglietto nonché il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.
La società convenuta si difendeva nel merito con argomentazioni che non interessano in questa sede ma, in via pregiudiziale, sollevando eccezione di incompetenza del Giudice di Pace adìto giacché, a suo dire, la competenza territoriale non poteva essere radicata nel luogo di residenza del consumatore essendo inapplicabile l’art. 66 bis D.Lgs. 6/9/2005 n. 206.
La società convenuta, in particolare, invocava il proprio “spiccato rilievo pubblicistico”nonché la necessità che gli interessi degli utenti fossero necessariamente bilanciati con interessi generali e collettivi. Di conseguenza essa, quale azienda di trasporto pubblico, doveva ritenersi sottratta all’operatività del Foro del Consumatore ai sensi dell’art. 101 D.Lgs. n. 206/2005, il quale farebbe rinvio alla legge n. 911/1935 quale “fonte primaria di regolazione del contratto di trasporto”.
Di conseguenza si sarebbero rese applicabili le ordinarie regole di individuazione del foro territorialmente competente ossia, in via alternativa, il giudice del luogo ove il viaggiatore ha acquistato il biglietto oppure il luogo ove la società convenuta ha la propria sede legale.
Invero la norma di rinvio di cui al suddetto art. 101 D.Lgs. n. 206/2005 (Codice del consumo) in base al suo tenore letterale (che costituisce il principale canone di interpretazione: art. 12 Preleggi), non contiene alcuna eccezione all’operatività del foro del consumatore, come stabilito inderogabilmente dal citato art. 66 bis stesso Codice. Così come non contiene alcuna eccezione nemmeno il Regolamento UE n. 1371 del 23/10/2007.
Ed infatti la giurisprudenza assolutamente prevalente giudica vessatorie e quindi inefficaci non solo tutte le clausole (Trib. Palermo 3/2/1999; Trib. Palermo 7/7/2008; Trib. Torino 20/7/2006; Giud. di Pace Bari 13/10/2011 n. 5635) ma anche tutte le norme delle Convenzioni Internazionali (Giud. di Pace Crotone 28/11/2005; Giud. di Pace Bari 7/3/2011  n. 1600; Giud. di Pace Livorno 7/3/2012) che prevedono un foro diverso da quello del luogo di residenza o di domicilio del consumatore stipulante un contratto di trasporto.
L’unica sentenza difforme reperibile nel panorama giurisprudenziale è costituita da un’inspiegabile sentenza del Tribunale di Velletri n. 817 /2016.
La sentenza in rassegna, facendo buon governo delle suddette norme processuali, ha avuto il merito di porre in evidenza che la società di trasporto pubblico convenuta in giudizio riveste comunque forma di S.p.A. ed espleta attività imprenditoriale/commerciale non potendo onerarsi il Consumatore (anche per ragioni di giustizia e di certezza del diritto) della necessità di interrogarsi sul rilievo pubblicistico o meno dell’attività imprenditoriale del trasporto pubblico o sulla portata del controllo societario riservato al Governo sulle società partecipate.
In conclusione: il viaggiatore (ovviamente a condizione che abbia acquistato il biglietto come privato e non nell’ambito di attività imprenditoriale o professionale) che abbia subìto un ritardo o comunque un danno dall’esecuzione del contratto di trasporto stipulato con la società di trasporto ferroviario pubblico potrà promuovere il giudizio avanti al giudice del luogo di propria residenza.