Cultura, società  -  Redazione P&D  -  06/12/2021

Galgano e Gazzoni, la saga continua - P.C.

Chiave è culturale-identitaria – qualcuno sospetta altri motivi (donne) ma non è affatto vero – il punto è che Galgano si sentiva un civilista, più che un commercialista, e voleva essere vissuto come tale dalla comunità scientifica – con Bigliavi non aveva fatto studi da civilista in senso stretto, aveva però un istinto, un fiuto da grande esploratore, da Sherlock Holmes acuto e irriverente  – Gazzoni per una serie di ragioni sue si è sempre sentito Leonida alle Termopili , il suo compito storico era quello di sbarrare la porta ai barbari; Gaio  veniva a trovarlo ogni notte in sogno e gli diceva “Francesco Gazzoni, confidiamo in te, alzati, prendi la durlindana e sgomina i persiani brutti e cattivi, non c’è nessun altro che possa farlo”, lui si alzava ed eseguiva – non c’è peggior suggeritore dell’eccesso di fiducia in se stessa, del sentirsi garanti della classicità e della purezza eterna dei concetti -  una volta in Istituto a Roma fece pure una scenata a Rodotà (laureato con Betti, ma allievo poi di Nicolò, come Gazzoni) perché dava tesi di laurea su temi troppo politici, avventurosi) -  Gazzoni è stato molto aggressivo pure sul danno esistenziale, anche se eravamo amici, io e lui, ma io non me ne preoccupavo molto, sapendo che c’era solo da pazientare, che i contro argomenti pittoreschi  e umorali  e anche i bazooka degli assicuratori avevano i giorni contati, e che alla fine avrei vinto la guerra, come in effetti è stato -  ma c’erano  anche tra Galgano e Gazzoni altre ragioni – Gazzoni è un solitario,  ha una cultura extragiuridica da collezionista, da distillatore, da filologo di bellezze e musicalità impercettibili, segrete, arcane, trasparenti, concesse solo a lui e a pochi altri al mondo, Galgano aveva una cultura da amatore disordinato, irruente, goloso di cose buffe, strambe, umane, pagane, da teatro dell’arte; nessuno dei due conosceva bene l’altro, ma istintivamente percepiva questa diversità, la indovinava, e detestava per principio qualsiasi diversità – poi c’erano le differenze à politiche, la rivalità coi manuali … entrambi oltre le qualità avevano i loro difetti, sia umani, sia culturali … io ho cercato di  mediare, di pacificare, ho fallito miseramente –  >>>>   SEGUE ALLA PROSSIMA PUNTATA